Luce
dovunque e che allo stato di quiete nonmanifesta In modo alcuno la sua presenza ;di più non sussisterebbe con esso 1’ ob-bietto fatto dal Berzelio della mancanzad’ una forza contraria che distrugga le vi-brazioni, la quale sarebbe in tal caso quel-la che agisce su tutte le materie pondera-bili con qualsiasi altra causa di moto.
Per decidere se la luce fosse prodottada un fluido particolare o soltanto da unsistema di vibrazioni, cioè per deciderequale fra i due sistemi della emissione edelle ondulazioni meritasse fede maggiore,Arago nel 1839 proposto aveva 1 ’ espo*rimento di far cadere sopra uno specchiomobile una linea luminosa, metà dellaquale soltanto avesse attraversato una co-lonna di acqua. Notava che attesa la dif-ferenza dei mezzi attraversati le due partidella linea non dovevano giugnere simul-taneamente allo specchio, sul quale lalinea luminosa doveva quindi apparire co-me spezzata. Siccome pel sistema delleemissioni, la luce si dee muovere più pron-tamente nell’acqua, e secondo quello delle
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Duopo è in fine confessare che si èancora ben lungi dal poter nulla asseriredi positivo intorno alla natura della luce,od a dir meglio sul suo modo di agire.Lasciando quindi questa astrusa ed inde-cisa questione, passeremo piuttosto a con-siderare le proprietà generali della luce,quindi a studiare separatamente i diversieffetti di essa.
Sia che vogliasi considerare la lucequale sostanza emessa dai corpi luminosi,o quale vibrazione suscitata da quelli, ap-pare dessa soggetta alle leggi generali se-guenti .
i.° La luce emana in tutte le direzionida ogni punto visibile dei corpi luminosi.Se presentasi un pezzo di carta dinanziad una candela, al sole, ad un corpo in-candescente o ad altra qualsiasi sorgentedi luce, vedesi tutta la carta essere illumi-nata, cioè coperta di luce in qualunqueposizione siasi posta, purché questa lucenon venga intercettata da qualche altrocorpo interposto. Se si esamina la super-ficie illuminata, se la vedrà uniformementeondulazioni all' opposto più adagio ; cosi chiara, senza spazii neri od intervalli privi
se il primo era vero, la parte della linealuminosa passata per 1’ acqua doveva pre-cedere l’altra sullo specchio, e dovevainvece tenersi più addietro nel caso di-verso. A fine però di avere elfetti sensibilioccorreva una colonna di acqua piuttostolunga, ed uno specchio che facesse almenodue mila giri al secondo. Nel aprile 1842Breguet costruì un apparato che producequesto rapido movimento mediante l’in-granaggio di With (V. Ingranaggio), incui i denti si toccano in un punto solo ecamminano, girando uno sull" altro. Quan-do vari specchi che girino con la stessavelocità può ottenersi l’effetto di 12,1000giri al secondo, e farsi 1’ esperimento conun tubo pieno di acqua lungo un metrosoltanto. Tuttavia, per quanto sappiamociò non si è ancora fatto.
di luce.
2. 0 Tutti i corpi naturali od arlifizialiche non sono luminosi ili per sé stessivengono resi visibili dalla luce provegnenteda un corpo luminoso di per sè stessocome si è il sole od una luce artifiziale.Quando il sole cade sopra una pianta ve-desi questa molto bella e brillante. Se unanube si pone dinanzi al sole vedesi ancorala pianta, benché meno brillante, ma laluce che in allora la rende visibile partedalla nube che è illuminata dal sole: quin-di se il sole è rosi basso al disotto del-1’ orizzonte da non illuminare la nuvola,la pianta cessa di esser visibile. Nella stes-sa maniera quando leggesi con la luce ar-tifiziale di una candela, il libro suoi essereuminato dalla luce che viene diretta-lmente dalla candela ; ma si può anche