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sempre alla superficie dei corpi rifles-sione di luce bianca e complessa, massimealla superficie di quelli che sono politi,cosi un corpo affatto nero ili bella politu-ra benché assorba quasi tutti i raggi lumi-nosi, donde ne viene il suo color nero,riflette tuttavia una grande quantità di lucebianca, ed è a questa riflessione che dee ilproprio splendore: i corpi porosi riflettonopochissima luce, e quindi sono poco splen-denti ; la riflessione di una certa quantitàdi luce bianca risultando da una partico-lare disposizione che dà la politura allemolecule dei corpi.
Non tutti i corpi però coloransi perriflessione, siccome làn quelli perfettamen-te opachi, ma molli fra essi, resi traspa-renti riducendoli in lamine molto sottili osemi-trasparenti di per sè stessi, vengonocolorali per riflessione e per rifrazione, etalvolta anche non acquistano in entrambii modi lo stesso colore, come più innanzivedremo.
Pochi sono i corpi che riflettano o die-no passaggio soltanto ai colori semplici ;ma la maggior parte riflettono vaili raggicolorati, e da questo miscuglio risultano icolori misti, infinitamente variati che in-contronsi nella natura, i quali lutti si pos-sono ottenere con la combinazione modifi-cata m varie guise dei sette colori primitivi.
11 prisma che serve a decomporre laluce solare, può adoperarsi con lo stessovantaggio per analizzare questi vari! colorinaturali dei corpi. I fenomeni che allora siaffacciano sono molto variati, ma ci baste-rà indicare le condizioni, sotto le qualiproduconsi, ed il principio che serve aspiegarli.
In mezzo ad un foglio di carta neraintitolisi l’una dietro all’altra due piccolestrisce, 1’ una rossa, l’altra violetta, lun-ghe uno a due centimetri, e larghe unmillimetro. Quindi si guardano con unprisma alla distanza di alcuni piedi, tenen-
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do gli spigoli del prisma paralclli alla lun-ghezza delle striscio. Vcdcsi allora un’ima-gine deviata da ciascun lato ; ma la imaginevioletta assai più rialzata verso la cima delprisma di quella rossa. Il violetto è quin-di più rifrangibile del rosso, e la muglialerifiangibilità è la cagione, per cui le duestriscio appaiono separate, guardandole at-traverso il prisma, mentre invece si scor-gono unite e sulla stessa linea guardandoledirettamente.
Se, invece di colorire una delle strisciodi rosso e 1’ altra di violetto, si mesconoinsieme questi due colori per tignerò unasola striscia di carta col colore compostoche ne risulta, il quale è una specie diporpora, questa striscia, guardata attraversodel prisma, produce sola due imagini di-stinte e separale, l’uua rossa e l’altra vio-letta. Quindi la forza rifi attira separa i duecolori elementari che compongono la por-pora e devia ciascuno di essi, secondo leleggi, proprie di quello, esattamente comese provenissero da un corpo luminoso diper sè stesso.
I corpi che sono bianchi naturalmente,non potendo avere questa bianchezza senon se dalla luce che gli illumina, si puòprevedere che il loro colore dee riprodurretutte le tinte dello spettro, a quello stessomodo come la porpora, nel caso prece-dente, riprodusse le tinte elementari delrosso e del violetto onde era composta.In fatto, una piccola striscia di carta bian-ca guardata col prisma, non dà più verunindizio di color bianco, ma, se è strettaabbastanza, dà distintamente il rosso, ilranciato, l’azzurro, l’indaco ed il violetto,col medesimo ordine e nelle stesse pro-porzioni che la luce solare.
Una striscia larga di carta presenta altreapparenze. Verso la metà dell’ imaginetutti i colori semplici trovatisi sovrappostie riproducono il bianco ; ma in pari tempola ricomposizione è imperfètta sugli orli,