Luce
I colori indicati nella tavola precedentesono quelli che vedonsi quando la luceviene riflessa o trasmessa perpendicolar-mente ; ma quando il raggio incidentedevia dalla perpendicolare, la dimensionedegli anelli si accresce, e occorre una mag-gior grossezza per produrre lo stesso co-lore. Quindi il colore di una lamina sottilescenderà nella scala da un colore ad altroinferiore tanto più, quanto più obliqua-mente si guarda la piastra che lo produce.Quando la piastra sottile è meno densadell’ ambiente rifletterà ad incidenze va-riamente inclinate ogni sorta di colori ;quando invece è più densa una varietànell’ inclinazione cangerà meno i colori.
Newton volle provare altresì se la lucesemplice producesse un fenomeno analo-go. Dopo aver decomposto un fascio diluce col mezzo del prisma, ricevette sul suoapparato uno dei raggi semplici, e videformarsi ugualmente anelli tanto per rifles-sione che per rifrazione ; ma tutti questianelli erano soltanto separati da intervallioscuri, conservando del resto tutti lo stes-so colore del raggio, col quale facevasil’esperimento. Osservò inoltre che la gran-dezza degli anelli non era la stessa pei variiraggi semplici, ma andava successivamentediminuendo dal raggio rosso fino al vio-letto, che è quello il quale produce glianelli più piccoli.
Non diedesi ancora veruna spiegazioneaffatto soddisfacente dei colori delle la-mine sottili. Newtou aveva fondato perciòuna teorica che chiamava la teoria degliaccessi. Considerando che in una bolla disapone od altra lamina sottile qualsiasi,illuminata da luce omogenea vedonsi perriflessione periodicamente sp>azii neri cor-rispondenti alle grossezze o, 2, 4 5 G, cec.,e spazii brillanti corrispondenti alle gros^sezze 1, 3 , 5 , 7, ec., Newton aveva espres-so questo fatto, dicendo, che la luce tieneaccessi di facile riflessione, poiché si riflct-Suppl. Din. Tccn. T, XIX.
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te quando ha attraversato grossezze 1, 3,5 , 7, ecc., ed ha pure accessi di fàcile tras-missione quando ha attraversato grossezzeo, 4? 6, ecc., e che queste due sorta diaccessi, considerati nello stesso mezzo, han-no la stessa lunghezza e la stessa durata,dappoiché si succedono periodicamente aduguali intervalli. Nella stessa sostanza lalunghezza degli accessi aumenta con laobliquità, e nelle varie sostanze cangia inragione inversa degli indici di rifrazione.Questa ipotesi venne riguardata per lungotempo come verità incontrastabile; se nonche vi si fecero poscia grandi obbiezioniche la rendevano per lo meno assai stranae poco probabile.
Con la ipotesi della ondulazione invecequesti fenomeni si spiegano rigorosamentedietro leggi applicabili a tutti i fluidi elasti-ci. Così gli anelli scolorati spiegatisi in mo-do semplicissimo col principio dell’ Inter-ferenza ( Y. questa parola ). Gli anellicolorati e quelli oscuri provengono dalladifferenza della strada percorsa dai raggiriflessi alla prima ed alla seconda supcrli-cie della lamina sottile, donde derivanoaccordi e discordanze simili : ciò valequanto agli anelli veduti per riflessione.Quelli veduti per rifrazione risultano dallainterferenza dei raggi trasmessi direttamen-te con quelli che lo sono soltanto dopodue riflessioni consecutive della laminasottile, pel che danno la luce bianca coicolori degli anelli corrispondenti riflessi.Abbiamo veduto che Newton aveva deter-minato la grossezza delle lamine d’aria cheproducevano gli anelli colorati ; si è rico-nosciuto che questa grossezza è semprecorrispondente alla lunghezza di ondula-zione, cosicché moltiplicando per quattrole misure da lui date per le sette specieprincipali di raggi semplici, si hanno lelunghezze corrispondenti delle loro ondu-lazioni ed il quarto di un’ ondulazione lu-minosa, è precisamente la lunghezza di ciò18