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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

Leon

colorate vedute in qualsiasi direzione.Misu-rando la distanza di questi solchi si trovache il loro numero varia da 200 fino a5 ooo in un pollice, ed in ogni caso la di-stanza fra la imagine prismatica e quellaordinaria cresce quanto più piccoli e vi-cini sono i solchi. In un pezzo di madre-perla che aveva 25 oo solchi in un pollicela distanza della imagine prismatica daquella ordinaria fu di 5 ° 4 1 ’ ed in unpezzo di 5 000 al pollice, la distanza fu di7° 22, cioè quasi esattamente doppia.Per ogni migliaia di solchi che vi sono inun pollice, le imagini prismatiche sono se-parate una dall’altra di un mezzo grado.Quindi in alcuni pezzi di madreperla, dovevariano tanto le direzioni che le distanzedei solchi, si hanno imagini prismatiche vi-sibili in diverse direzioni ed a distanze dif-ferenti una dall’ altra.

Una fra le più notabili circostanze dellamadreperla si è, che quando stropicciasi lasua superficie naturale con polveri mol-to fyie, e se la polisce al maggior gradodi lucidezza, non si può mai ghignerò atoglierle la struttura a solchi che producei colori. La sostanza di essa si leva, manello stesso tempo levasi tanto dai puntidepressi che da quelli più alti, il che è danotarsi come effetto assai singolare.

Ilcrschcl scoprì nella madrcperla un al-tro paio di imagini nebulose colorale, lalinea di unione delle quali è sempre per-pendicolare ad una specie di struttura ve-nata di quella conchiglia che attraversaquesta sostanza, e che non possono essereimprontate sopra la cera. Queste imaginiscorgonsi dalla luce trasmessa attraversouna piastra sottile e perfettamente politadi madreperla tagliata parai ella alla super-ficie naturale della conchiglia e ridotta allagrossezza di -L a di pollice. Questeimagini nebulose sono grandi, e le varieloro parli hanno le seguenti disianze dalleimagini ordinarie.

Il raggio rosso estremo . io 0 29'

Il raggio medio ... 6 5 g

Il raggio estremo violetto . 6 16.

Misurando con una lente a molto in-grandimento la larghezza delle vene cheproducono queste imagini, Ilerschel stabi-lisce che ve ne abbia 7700 in un pollice.

Esaminando le lamine che compongonola lente cristallina dei pesci uccisi di re-cente, Brervster scoprì che la loro superfi-cie dava gli stessi colori della jnadreperla,con la differenza soltanto che vi si scor-gono due e talvolta tre imagini prismati-che da ciascun lato delle imagini ordina-rie. Queste lamine comunicano i lorocolori alla cera lacca, e misurando la di-stanza delle imagini colorate in varie partidella lamina, si trova che le fibre scema-no gradatamente dall’ equatore al polodelle lenti, disponendosi a guisa di aghi,cosicché possono riguardarsi siccome di-sposte per modo sulla superficie sferica daconvergere verso il polo. Scoprì inoltrenelle lenti dell’ aringa e di alcuni altri pe-sci formarsi un’ altra serie di imagini co-lorate ad angolo retto con le prime, e cir-ca 16 0 distanti dalla imagine ordinaria.Queste imagini provano 1 ’ esistenza di sol-chi o divisioni fra le fibre, la cui distanzaè minore di - * g di pollice. Se si con-sidera che la lente cristallina dei piccolipesci è così composta di alcuni milioni difibre separate c ebe ciascuna di queste èsuddivisa in parecchie migliaia di parti, sivede di quale squisita finitezza e di qualiammirabili combinazioni compongasi quel-1’ organo cui si devono le varie operazionidella visione.

Esaminati in tal guisa i principali feno-meni di coloramento prodotti dalle circo-stanze diverse in cui la luce viene a scom-porsi; esamineremo era l’azione reciprocache tengono 1’ uno sull’ altro i diversi co-lori. Nell’ addurre le prove che il colora-