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prismatica dalla parte opposta della primaed alla stessa distanza dalla imagine ordi-naria. Questa seconda imagine prismaticaha esattamente le stesse proprietà dellaprima, con 1* eccezione che riesce menobrillante, a motivo della politura, e che nonè accompagnata dalla massa di luce cher-misina. Ripetendo gli stessi esperimentisul lato opposto della madreperla si osser-vano gli stessi fenomeni, comparendo laprima imagine prismatica e la massa diluce colorata alla destra delle imagini or-dinarie, e la seconda imagine prismaticaalla sinistra di essa.
Riducendo la madreperla a molta sot-tigliezza, ed esaminando la luce trasmessaattraverso di essa, si vedranno le stesseapparenze come per riflessione; ma riusci-ranno più deboli quelle immagini che ve-dute per riflessione erano più brillanti. Inquesto caso la estremità azzurra dell’ ima-gine prismatica è più vicina all’ imagineordinaria, e l’ estremità rossa più distanteda quella. '
La comunicazione dei colori della ma-drcperla alle altre sostanze sulla quale siimpronta, venne la prima volta osservatada Brewster, e forma uno dei più sor-prendenti fenomeni dell’ottica, mostrandoall’ osservatore scientifico la vera causadell’ origine dei colori. Se si prende unaimpronta della madrcperla sopra cera lac-ca nera molto calda, o sopra qualsiasi altrocemento, e si esamina la superficie dellacera lacca facendovi riflettere la fiammadi una candela, vi appariranno tutti queifenomeni che vedonsi sulla madreperla,eccettuata la massa di luce chermisina. Sela madreperla non era polita, la cera pre-senterà soltanto una delle imagini prisma-tiche, e questa dalla parte opposta dell’ i-maginc ordinaria di quella che si sarebbeveduta sulla madreperla, il qual effettoviene da ciò che con l’improntamentoolticpsi la superfkr rovesciala. Si può imi-
Luce
tare artifizialmcnte e con grande perfezio-ne l’elfetto della madreperla, ponendo fradue superficie di questa sostanza colla dipesce, gomma arabica o balsamo di Tolù ;quando le due sostanze sono seccate, oquando 1’ ultima è raffreddata, e staccansidalla madreperla, presentano, tanto perriflessione quanto per trasmissione, i coloriprismatici della madreperla naturale. Puòanche farsi una impronta della madreperlasopra una lega fusibile composta di bismu-to e di mercurio, o, con una forte pressioneo con un colpo di martello, sopra il piom-bo a freddo. Sopra il metallo fusibile,l’aspetto dei colori è di singolare bellezza ;ma per un cangiamento successivo nellostato cristallino del metallo la superficiefieni? la sua politura ed i colori svaniscono.
Da questi fatti risulta evidente chetutti i fenomeni prodotti sulla madreperladalla luce vedutavi per riflessione o pertrasmissione, hanno origine da una parti-colare configurazione della sua superficie;che la comunicazione delle sue proprietà,ad altri corpi è la necessaria conseguenzadella riproduzione della sua struttura su-perficiale; e che non penetra al di là dellasua superficie altra luce, tranne quella cheproduce la massa di color chermisino.
Per conoscere quale fosse questa con-figurazione della sua superficie venne esa-minala con lenti di molto ingrandimento,e si trovò che quei pezzi di essa che da-vano questi colori, avevano una struttura asolchi slittili alla delicata tessitura dellapelle sulla cima delle dita, od alle rugheche si veggono sulle superficie coperte dicolori ad olio. Abbiamo cercato di rap-presentare questa superficie nella fig. 7,una piccola porzione m n della quale hai solchi quasi paralelli. Più spesso tuttaviai solchi sono irregolari, e siccome la lineache unisce le imagini colorate è sempreperpendicolare alla direzione dei solchi,cosi queste irregolarità danno imagini