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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Luce

pongano sopra una tavola con 1’ ordineseguente.

C .... C c .... C.

In guisa che C' c si tocchino, e si ve-drà perfettamente che C' è più caricodi C ed all’ opposto che c e più chiaroche c. Quindi allorché una tinta caricaè posta vicina ad una chiara, la tinta ca-rica aumenta di più, e la chiara si inde-bolisce, vale a dire, dietro la legge so-pra enunziata, che la dissomiglianza frai gradi di colore si accresce col loro avvi-cinamento e contatto. Questa esperienzaè sensibilissima, e se mentre 1’ occhio èfissato sulle quattro matasse, prendendoquelle G C' cangiansi di luogo, durante iltrasporto si vede la modificazione della for-za che ha luogo fra i due chermisini, C’ di-venendo prima identico di C, poscia menocarico di esso.

Un’ altra esperienza alla portata di tuttie che mostra il fatto precedente in modoancor più notabile è quella che segue.Dividasi un foglio di carta (fig. 9) in istri-scie uguali 1, a, 5, 4i 5, e stendasi su.tutta la carta una tinta uniforme di in-chiostro della Cina ; quando questa casciutta, se ne applichi una seconda, la-sciando fuori la striscia 1 ; poi una ter-za lasciando le strisele 1 e 2, e così diseguito, ottenendo una serie di strisele, lacui tinta diviene sempre più carica par-tendo dalla prima. Ponendosi a qualchedistanza si osserverà che ogni striscia, in-vece di presentare una tinta uniforme,ne presenta due sensibilmente distinte.La striscia 4; P el ' esempio, apparirà piùcarica lungo la zona g g e più chiara suquella li h che realmente noi sia. Ricor-diamoci in fatto quanto si è detto : 4 es-sendo più carico di 5, la zona gg deerialzarsi di forza a lato di quella JJ; e 4essendo più chiaro di 5, la zona h h deediminuire di forza vicino a quella i i ■ perSuppl. Dii. Tecn. T. XIX.

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questa doppia cagione la zona g g e quel-la li h devono comparire di forza diversa.Se si vuole che la tinta nel 4 torni unifor-me, basta coprire con pezzi di carta bian-ca le strisele 5 e 5.

Vediamo ora cosa debba succedere met-tendo insieme del lanciato e del violetto,del verde e del violetto, e simili. Ricor-diamoci il principio enunzialo preceden-temente, cioè che quando 1’ occhio ricevesimultaneamente l’impressione di due co-lori che si toccano, li vede quanto piùdissimili è possibile, e cerchiamo di pre-vedere quello che abbia a succedere. Afine di rendere la nostra spiegazione piùchiara, adottiamo la massima dei pittori, iquali ammettono praticamente tre colorisemplici soltanto, cioè il rosso, il giallo e1’ azzurro, coi quali compongono tutti glialtri, ottenendo, per esempio, il ranciatodal rosso col giallo ; il verde dal giallo el’azzurro ; l’indaco ed il violetto dall’ az-zurro mesciuto in varie proporzioni colrosso. Sienvi due striscio a contatto con1’ orlo 1’ una verde, 1’ altra violetta. Ilverde componesi dell’ azzurro e del giallo,ed il violetto dell’ azzurro col rosso ; avviadunque un elemento comune, cioè 1’ az-zurro, ed è chiaro che la dissomiglianzafra il verde ed il violetto si aumenterà per1’ affievolimento di quell’ elemento : ciòaccade di fatto, poiché il verde perde unaparte del suo azzurro, e comparisce piùgiallo ; il violetto perde aneli’ esso partedel suo azzurro, e comparisce più rosso.Si hanno effetti simili in tutte le unioni didue colori composti che abbiano un colorsemplice per elemento comune.

Se invece abbiansi un color sempliceed uno composto, come il rosso ed il vio-letto, questo ultimo perderà una parte delsuo rosso, il che assai facilmente compi en-dosi da quanto precedentemente si è detto ;ma il rosso volgerà al giallo, il che ha bi-sogno di una spiegazione. Conviene ricor-