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il rosso, o p il ranciato, e simili, come ve-desi indicato nella fig. 8, i loro centri digravità r 6 p v ì) 1 1 ( it ( non che il centrodi gravità c dell’intera circonferenza, sonole forze che bisogna comporre insieme peravere la tinta che risulta da parecchi colorisemplici dati. Primieramente se vuoisi sa-pere il colore che dà il miscuglio di tuttele tiute, bisogna comporre insieme i settecentii di gravità dei sette archi, come com-pongonsi le forze paralelle. La loro risul-tante, passando evidentemente pel centro,è una prova che la tinta del miscuglio to-tale è il bianco perfetto. A fine, per esem-pio, di comporre il rosso con una certaproporzione di bianco, converrà attribuireal centro di gravità c un certo valore di-pendente dalla proporzione di bianco chesi vuol mescervi : questo valore sarà ugua-le alla somma dei valori dei centri di gra-vità r o i // ecc. se la proporzione delbianco è quella che risulta dal miscugliodi tutte le tinte ; sarà la metà se nonsi prende che una porzione del biancometà minore e simili. Componendo in se-guito questo centro di gravità con r larisultante, cadendo evidentemente sopra lalinea r c, mostra che la tinta del miscugliosarà rossastra, tanto più sbiadita o tendenteal bianco quanto più vicina al centro ccadesse la risultante. Nello stesso modo sipuò comporre (piai si voglia delle tintesemplici col bianco.
Seguendo la stessa regola è facile ve-dere :
i,° Che due colori semplici consecutivimesciuti insieme danno sempre una tintaintermedia : cosi il rosso ed il ranciatodanno un rosso che inclina al ranciato odun ranciato che inclina al rosso, e simili.Newton raccomanda però di non applica-re questa regola al rosso ed al violetto, iquali non seguonsi nello spettro.
i.° Che due colori separati da un altrodanno col loro miscuglio il colore che
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trovasi in mezzo ad essi ; così il rosso edil giallo danno il ranciato ; il ranciato edil verde, il giallo ; il giallo e 1’ azzurro ilverde ; il verde e l’indaco 1’ azzurro ;1’ azzurro ed il violetto l’indaco ; ma1’ indaco ^d il rosso danno una specie diporpora, sensibilmente diversa dal violetto.
3.° Che due colori, framezzo i quali vene abbia altri due, danno col loro miscu-glio una delle tinte che li divide, ma chequesta tinta è sbiadita e come ddavata dauna grande quantità di bianco.
E facile applicare il calcolo a questaempirica costruzione, e trovare la tinta cherisulta dal miscuglio di qualsivoglia nume-ro di colori semplici in qualsiasi propor-zione.
Un’ altra interessante relazione dei co-lori fra loro è quella che dà luogo ad ungenere di fenomeni, chiamati da Chevreul dei contrasti simultanei. Se si guardanosimultaneamente due strisce non móltograndi di uno stesso colore, ma di inugualeintensità, oppure due zone d’ uguale in-tensità, ma di colori diversi, le quali sitocchino ad un orlo, si vedono differentida quelle che sembravano quando eranoseparate, scorgendosi nel loro grado di for-za e nelle tinte modificazioni che riesconopiù o meno sensibili, secondo la delicatezzadell’ occhio che dee valutarle, e secondo'la natura medesima dei colori. Tutte que-ste modificazioni dipendono dalla leggestabilita da Chevreul del contrasto deigradi di forza e del contrasto di colore,la quale consiste, in ciò che quando T oc-chio riceve simultaneamente V impressio-ne di due colori che si toccano , li vedepiù dissimili che sia possibile Per ischia-rire questo fatto, prendansi due grosse ma-tasse di lana, che chiameremo C C’, tinte dicolor chermisino carico ed affatto identi-che, e se ne prendano due altre, che dire-mo c c\ tinte dello stesso chermisino, madebole, ed aucli’ esse alTullo identiche. Si