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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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P effetto della luce sui colori vegetali,che sembra quello conosciuto da tempopiù remoto, sembra che in tal caso favori-sca la combinazione dell’ ossigeno ed unaspecie di combustione lenta. Da gran tem-po erasi osservato che l’aspetto dei tessutitinti con questi colori alteravasi princi-palmente nelle parti esposte alla luce. Cosile tende di seta di color chermisino ap-plicate di contro ai vetri delle finestre, ve-donsi scolorarsi a lungo andare anchetotalmente nei punti esposti alla luce, econservare in parte il colore nelle partiriparate di fianco dalle muraglie o dal te-laio delle invetriate. Osservassi pure chela seta laceravasi con maggiore facilità làdove la luce 1’ aveva scolorata. Il Iìeccariaveva fatto osservazioni di confronto sopranastri di varii colori ; ma le differenze tro-vate da lui potevano attribuirsi, non tantoai colori medesimi, quanto alla natura dellesostanze con cui si erano tinti i nastri,vedendosi, per esempio, che un nastro tin-to col legno del Brasile si scolora moltopiù presto di uno tinto con la cocciniglia,benché la tinta sembri presso che la me-desima. Senebier, che attribuiva gli effettidella luce sui colori ad una combinazionediretta di essa con le sostanze coloranti,aveva da gran tempo osservato che il co-lore dei legni nella oscurità non alteravasimenomamente ; ma che invece esposti allaluce passavano al giallo, al bruno e ad altregradazioni di colori : trovò inoltre, pelprimo, i cangiamenti essere proporzionatialla vivacità della luce, avvenire anche sot-to acqua, ed i legni bagnati mutare coloreassai più lentamente dei secchi. Notò, cheper preservare un legno dalla azione dellaluce occorrevano parecchi invogli di nastrio di tela ; che una carta bianca a ciò nonbastava, ma due si ; finalmente, che unasola carta nera serviva pienamente alloscopo. Un esempio di sollecita azione dellaluce sui colori vegetali, si ha con una tiu-Snppl. Diz Te.cn, Tom. XIX.

Luce i Gq

tura verde alcolica ottenuta dalle foglie diciliegio, di tiglio o simili, la quale conser-vata all’ oscuro non si altera, ma espostaal sole prende una tinta ulivastra, e benpresto, in capo a circa venti minuti, sco-lorasi.

In altri casi 1’ effetto della luce apparedel tutto opposto, ed anziché favorire lacombinazione di varie sostanze con l’ossi-geno, tende a separamelo e spesso ancoraa tornarlo allo stato libero e gassoso. Cosigli ossidi d’ oro e d’ argento si riduconoripristinandosi il metallo e svolgendosil’ossigeno, e parimente il perossido dimercurio si riduce in protossido ed inmercurio allo stato metallico ; 1’ acido ni-trico, puro e concentrato, abbandona espo-sto alla luce una parte dell’ossigeno che sisvolge allo stato di gas ; esponendo allaluce del sole del cloro sciolto nell’acqua,quest’ultimo si decompone; l’idrogeno diessa unendosi al cloro, forma dell’ acidoidroclorico, una parte dell’ ossigeno si uni-sce al cloro ancor esso e forma dell’ acidoclorico, un’altra parte sviluppasi allo slatogassoso. Dell’ acido carbonico sciolto nel-l’acqua, od anche alcuni carbonati alcaliniposti a contatto con le foglie fresche deivegetali, vengono decomposti dall’ azionedella luce, abbandonando al lutto od inparte il loro ossigeno. E per effetto delladisossidazione di alcune sostanze colorantia base metallica che si vedono scolorire omutare di tinta alcuni tessuti.

Molte altre varie azioni esercita su diver-se sostanze la luce. Il fosforo, come abbia-mo veduto a quella parola nel Dizionarioed in questo Supplemento, per 1’ azionedella luce tignesi in rosso, e questo fe-nomeno ha luogo ugualmente nel vuotobarometrico ed in varii liquidi, sicché non'pare dovuto menomamente all’ ossigeno,ma alla sola azione della luce.

Moltissimi altri effetti della luce su pa-recchie sostanze possono vedersi indicate