n)o Luce Li:cb
tri dunn 'agiata ila una moderala luce dif- la che anche le imnressioni debolissime'
fusa del giunto. Ad oggetto di rendere piùfacile 1’ esperimento a quelli che lo voles-sero ripetere, ecco in qual guisa Her-schel lo descrive per intero. Si bagna lacaria con una soluzione di ammonio-citra-to di ferro discretamente concentrata, e sela fa seccare. La forza della soluzione deeessere tale che quando la carta è asciuttapresenti un bel color giallo d’ oro, manon bruno. In questo stato è pronta aricevere la imagine fotografica che vi sipuò produrre o dagli oggetti naturali conla camera oscura o da una stampa, espo-nendola in un telaio ai raggi del sole. Laimagine cosi ottenuta è tuttavia molto de-bole, ed alcune volte appena percettibile.All’ atto in cui togliesi dal telaio o dallacamera, se la bagna con una soluzioneneutra di oro, di tal forza che. abbia circail colore di un vino bianco. La imaginecompare sul momento, in vero non contutta la sua forza, ma si oscura con gran-de prontezza, fino ad un certo piunto,c'ie dipende dalla forza delle soluzioniadoperate. Herschel assicura non esserepossibile superare la chiarezza, nè la per-le-ione di essa, quando sia giunta a quelpunto, Per compiere questo metodo efissare la imagine, basta immergerla inacqua molto leggermente acidulata conacido solforico, farla seccare, bagnarla poicon idrobromato di potassa, sciacquarla efarla asciugare di nuovo. A questo metodo[iròpose Herschel dare il nome di criso-tipo; ma siccome vedremo in appresso cheanche altri sali che quelli d’ oro possonoservire allo scopo, e come abbiamo vedutoche l’azione sembra essenzialmente dovutaalla presenza del ferro, così altri, a ragione,[impose di chiamarlo sìderotipo. Quantoalla sensibilità diretta, questa carta è tut-tavia inferiore a quella rnlotipa ; Herschelosserva una notabilissima proprietà deisali d’ oro usati nella fotografia, cd è quel-
fattevi dalla luce vanno in seguilo anne-rendo spontaneamente e con grande len-tezza, ed, in apparenza, illimitatamente,fino a che rimane nella carta il menomovestigio di cloruro d’ oro non ancora ri-dotto. Susseguenti esperienze mostraronoinvero non potersi trarre profitto da que-sta proprietà per accrescere la forza delleimagini crisotipe, tuttavia giova conoscerla,'perchè può tornar vantaggiosa in qualchealtro metodo.
Se invece del sale d’ oro si fa uso diuna soluzione di nitrato d’argento pertuffarvi l’imagine latente prodottasi sullacarta preparata con 1’ ammonio-citrato, ocon 1’ ammonio-tartrato di ferro, compa-risce assai nitida e bella e di molta for-za ; ma questo effetto, non è istantaneo,passando alcuni momenti senza che sivegga alcuna azione apparente. Le ombreoscure sono le prime a mostrarsi, indigradatamente appaiono le altre, ma as-sai più lentamente che coi sali d’oro.Tuttavia non si tarda [>iù che due o treminuti ad ottenere la massima nitidezza.Può fissarsi la imagine coll’ iposolfito disoda, come si pratica per le iinagiui deldngtierrotipo.
Se all’ ammonio-citrato od ammonio-tartrato di ferro si aggiugne del so)Io-cianato di potassa, non si produce quelcolor rosso particolare che induce neisoprassali dal ferro. Ma questo appare seri aggiungono una o due gocce degli acidisolforico o nitrico diluiti. Questa circo-stanza, unita alla perfetta neutralità di que-sti sali, ed alle loro proprietà di resistereindecomposti al calore dell’ acqua bollen-te, all’ opposto di quanto accade nel per-ossido di ferro, non che il singolare tras-formarsi di essi in protosali per P azionedella luce, locchè sembra in opposizionealla loro molto forte affinità, inducono Her-schel a credere che la base ferruginosa