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appena asciutta è anche fissata, sicché piùnon si altera esposta anche immediatamentealla luce del sole, e dopo averla conservataalcuni giorni si rinforza talmente che nep-pure la luce più forte e continuata vi recaalcun danno. Conservandola più a lungoinoltre i più minuti particolari compaiono,e tutta la imagine acquista una intensitàche va sempre aumentando, senza peròche la nitidezza ne scapiti, ed il suo colorepassa, mantenendo le stesse gradazioni, dalporpora al verde azzurro. E necessariaqualche esperienza, da non potersi acqui-stare che con la pratica, per determinare ilmomento più conveniente di sottrarre leimagini dall’ azione della luce ; se lascinsial sole di troppo appaiono soltanto le om-bre più oscure ; se si lasciano troppo po-co, benché il tutto apparisca a principioassai hello e perfetto, prontamente divieneconfuso, e tale che più non vi si scorge1’ imagine.
A primo aspetto sembra naturale di at-tribuire questi singolari cangiamenti allainstabilità dei composti del cianogeno, eciò sembra dimostrato da quelle impres-sioni fotografiche ottenute senza aggiugne-re nei composti altro ferro che quelloesistente nei ferro-cianuri medesimi. Ifer-schel tuttavia provò con le seguenti espe-rienze che in alcuni dei cangiamenti dianzidescritti, la immediata azione dei raggisolari non si esercita su questi sali ; masul ferro contenuto nelle soluzioni fer-ruginose aggiuntevi, le quali vengono dis-ossidate o si alterano in altro modo,presentandosi cosi in tal forma ai ferro-cianuri da formare un precipitato, com-binandosi gli acidi di quelli col peros-sido e protossido di ferro. A rendere ciòevidente basta, dice egli, omettere il fer-ro-cianuro nella preparazione della carta,che riducesi allora a bagnarla nella so-luzione d’ ammonio-citrato. La carta cosìpreparata è di un vivace color giallo, ed
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in apparenza poco sensibile, ma moltoin realtà all’ azione della luce. Esposta invero per qualche tempo all’azione deiraggi del sole, il suo giallo vivace mutasiin un color d’ ocra od anche al grigio,ma questo cangiamento è assai piccolo inproporzione alla totalità della luce riflessa,e se 1’ esposizione non dura a lungo, ècosì leggero che non apparisce. Tuttaviase una striscia di' questa carta, esposta so-lamente per 4 o 5 secondi al sole, l’effet-to del quale è in tal caso quasi impercet-tibile all’occhio, e quindi ritirala all’ombrabagnasi col ferro sesquicianuro di potassioavviene un abbondante deposito di azzur-ro di Berlino nella parte soleggiata, e nonnell’altra, così che bagnando il tutto conacqua rimane una molto forte impressioneazzurra che dimostra la riduzione del fer-ro allo stato di protossido in quella partedella carta che erasi esposta al sole. Que-sto alletto non è particolare soltanto dei-fi ammonio-citrato di ferro ; ma lo posseg-gono pure fi ammonio e potasso-tartrato,non che il percloruro quando sia esatta-mente neutralizzato. Forse altri sali assog-gettati a somiglianti esperienze darebberolo stesso effetto.
Ad oggetto di meglio conoscere se unaporzione del doppio sale ammoniacale diferro provi realmente una disossidazione evenga ridotto allo stato di protossido,Herschel ebbe ricorso ad una soluzioned’ oro esattamente neutralizzata dal car-bonato di soda. I proto-sali di ferro, comeben sanno i chimici, precipitano fi oro allostato metallico : fi effetto provò esuberan-temente la verità della supposizione, i ri-sultamenti ottenutisi non essendo inferioriin quanto a bellezza a quelli ottenuti colmetodo calotipo di Talbot, ai quali moltosomigliano, con questo vantaggio quantoalla materiale esecuzione di essi, che laimagine latente non ha bisogno di essereformata nell’ oscurità, non essendo la carta