Luce
se la tuffò nel nitrato di mercurio, iunneiliatainente la parte soleggiata cominciò a dannerire, e molto rapidamente, ment £ in-vece la parte rimasta all’ ombra si co nservòinalterata, e da ultimo solo si tinse di unleggero color bruno. Esposta quindi airaggi del sole di nuovo la striscia, quellaparte di essa soleggiata altra volta divennerapidamente di un nero intenso ; mentrequella parte che prima era stata all’ombra,benché avesse avuto dappoi la stessa pre-parazione e fosse ora esposta al sole ugual-mente dell’ altra, sostenne senza cangia-mento sensibile 1’ azione della luce, quelbreve tempo che durò quell’ esposizio-ne. Ciò mostra che era divenuta menosensibile di prima.
Non è solamente il nitrato di mercurioche ha la proprietà di eccitare le impres-sioni fotografiche sulla carta; ma con suagrande sorpresa Ilerschel riconobbe chesi produceva lo stesso effetto dall’ acqua,applicata in cosi piccola quantità da inu-midire la carta soltanto. Presa una strisciadi carta preparata nel modo stesso dellaprecedente, e lasciatala esposta fino a chesi sviluppasse nella prima parte un colorbruno pallido, vi si segnarono due divi-sioni una delle quali si trattò col nitratodi mercurio, l’altra s’inumidì con l’acqua ;dopo un breve intervallo entrambe passa-rono ad un bruno intenso nella parte cheera stata esposta al sole, rimanendo inal-terata quella rimasta all’ ombra. Cignen-do di un orlo nero la parte prodotta dalnitrato e quella prodotta dall’ acqua la tintaera uuiforme. Esposta per breve tempo alsole tutta la carta, ambe le strisele si co-lorivano di un nero intenso nella metàche era stata esposta al sole dapprima,mentre non succedette visibile cangiamen-to nell’altra metà. Questo esperimento siléce ugualmente bene su varie specie dicarta e con notabile varietà nelle propor-zioni degli ingredienti. Riusciva meglio pe-Suppl. Diz,. Tecn. T. XIX.
Ecce i g 3
rò con carta preparata con un miscugliodi una misura di ammonio-lartrato di ferroche conteneva del sale e due misure disoluzione satura di proto-nitrato di mercu-rio, omettendo l’acido tartarico, quantun-que altre proporzioni di queste sostanzesieno ancora più sensibili alla luce. Dietroqueste indicazioni, Ilerschel preparò unacarta bagnandola con una soluzione diuna parte di ammonio-citrato di ferro ini 9 di acqua, e quando fu asciutta, con so-luzione satura di proto-nitrato di mercu-rio. Quando questa fu asciutta abbastanza,la espose con una stampa in un telaio adun sole nuvoloso e vicino al tramonto,ottenendo in circa 20 minuti un’imaginefotografica assai pallida e leggera. Eccitataquesta dapprima con 1’ acqua crebbe leg-germente di intensità, essendo a notarsiche l’aumento di forza prodotto tantodall’ acqua che dal nitrato è sempre pro-porzionato alla forza dell’impressione ori-ginale, che, come si disse, era in tal casoassai debole. Esposta quindi per 5 minutial sole quasi al tramonto, videsi gradata-mente e con la maggior regolarità in ogniparte dell’imagine ciascuna linea assumerela nerezza dell’inchiostro, le luci e le om-bre essendo perfettamente conservate nellaproporzione dovuta, ed il fondo appenacolorirsi sensibilmente. Ne risultò uu’ima-gine fotografica negativa perfetta e ne-rissima.
Questa singolare proprietà dell’acquadi eccitare le impressioni latenti ricorda1’ analogo effetto dell’ umidità di renderepiù cariche le imagini fotografiche otte-nute sopra carte con sale d’ oro : così se siha una carta bagnata prima con ammo-nio-citrato di ferro, quindi seccata, poibagnata con cloruro d’ oro neutro e fattadi nuovo asciugare nell’oscurità, apparen-temente sarà questa quasi insensibile allaluce, una striscia di essa per metà espostaal sole, rimanendo appena visibilmente■j5