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4. 0 Si può ottenere dalla stessa piastralina serie di queste impronte che si posso-no vedere per trasparenza, o per rifles-sione, guadagnando in questo ultimo casodall 1 essere poste sopra un fondo di vellu-to nero.
5.° Il Draper confessa che si incontra-no alcune difficoltà pratiche, le quali con-sistono principalmente nello scagliarsi del-l’ittiocolla che si separa in pezzi invecedi staccarsi intera. Anche la piastra co-piata in tal guisa trovasi spesso alterata ;non già perchè siasi nulla levato alla suasuperficie, ma perchè P ittiocolla che ade-risce in alcuni punti soltanto è difficilissi-ma a staccarsene.
G.° Le impronte cosi ottenute sembra-no essere molto durevoli, e il Draper dicedi averne alcune fatte da ben due armiche non sembrano aver provato alcuncangiamento sensibile, quantunque siensiabbandonate senza alcuna cura particolare.
; 7 .° Draper in conseguenza presume chelutti quei metodi i quali sono atti a ripro-durre la iridescenza della madreperla pos-sano ugualmente riprodurre le imagini diDaguerre il che certo aprirebbe un nuovocampo all' arte fotografica.
Ciò premesso, ecco in qual modo sug-gerisce il Draper che si debba operare.Incominciasi dal coprire P imagine da co-piarsi di Un leggero strato di oro coi me-todi ben conosciuti, avvertendo però chequesto strato non sia troppo grosso nètroppo sottile. Se fosse troppo grosso lacopia che ne risulta sarebbe deteriorata eriuscirebbe più difficile separarne lo stra-to gelatinoso. Se fosse troppo sottile lapiastra medesima ne avrebbe danno, atte-soché se ne leverebbe P imagine. In ap-presso si prepara una soluzione chiara diittiocolla, di una tale consistenza che unagoccia versata sopra una piastra metallicafredda vi si rapprenda. L’esito del metodo,avverte il Draper, che dipende in granSuppl. Dii. Tccn. T. XIX.
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parte dal ben preparare questa soluzione,per la quale dice aver trovato migliore diogni altra una sostanza che trovasi nelcommercio col nome di ittiocolla dei bot-tai. Ponesi la piastra orizzontalmente, conla faccia su cui è P imagine volta all’ insù,sopra un sostegno adattato nella corrented’ aria calda che formasi al disopra di unastufa. Quindi vi si versa sopra la soluzio-ne di ittiocolla fino a che ve ne abbia unostrato grosso circa 4 millimetri. Si lasciaallora seccare lentamente, per guisa che ildiseccamento non si compia che in due otre ore. Non rimane allora che staccare lostrato di ittiocolla indurilo che è unacopia perfetta dell’ originale.
Qualche analogia con questo metododel Draper ha quello che aveva propo-sto G. Edrvards, il quale stendeva unostrato di ittiocolla sopra un foglio di Car-la nera, e lasciava asciugare. Umettavaquindi la ittiocolla, vi sovrapponeva la pia-stra con la imagine, mettendo il tutto inuno strettoio con varii fogli di carta bibulasotto a quella nera ; lasciava il tutto sottoalla pressione per una mezz’ ora, quindifacendo seccare al fuoco od al sole sepa-ravasi la piastra sulla quale più non ap-pariva indizio dell’ imagine che rimanevasull’ ittiocolla. Sulla carta bianca notavache P effetto era singolare in quanto cheP imagine riusciva più vivace, ma negativa,le molecule mercuriali che formavano ilumi, presentando sulla carta una tintadi un nero sporco. Anche P Edivards no-tava la difficoltà di staccare la carta con lacolla dalla piastra.
Dacché il trovato della galvanoplasticasuggeriva uno dei mezzi più esalti di ot-tenere le impronte, era ben naturale chesi pensasse applicarlo al trasporto e mol-tiplicazione delle imagini di Daguerre . Invero abbiamo veduto agli articoli Impres-sionabile ed Intagliatore come lo stessoJacobi ed altri dopo lui, ne avessero fatta26