Luca
eccezioni, vedendosi alcune parli dellepiante colorarsi prima che venire alla lu-ce, come i talipani brizzolati che primadi schiudersi coloransi nell’ interno, edaltre piante che inverdiscono e vegetanobene nelle tenebre, ad esempio delle qua-li Humboldt cita la poa compressa , lapoa trivialis , la brha inedia , il bromusmollisi la plantago lanceolata , il melilo-ius officinalisi il trifolium ortense, illichen verlicillatus, e simili ; ma ciò nonderoga alla legge generale.
Un singolare effetto prodotto dalla lucesulle piante si è quello che ad essa sivolgono con la sommità loro. Così vedia-mo il girasole seguire volgendosi regolar-mente la faccia di quel grand’ astro ; irami cercare di isolarsi per goderne piùliberamente ^ le piante coltivate nelle stan-ze volgere la cima verso le finestre dondeentra la luce, e quelle chiuse in luogooscuro dove per un solo spiraglio questapenetri, verso di quello tutte con la estre-mità loro dirigersi. Si riconobbe altresìquesta tendenza degli steli delle pianteessere tanto maggiore quanto più intensaè questa luce e quanto più basso è ilpunto donde proviene. Così una piantamessa fra due luci opposte resta immobilese queste sono di forza uguale o si inclinaverso quella che è prevalente, servendoin tal guisa, a così dire, di fotometro com-paratore. La spiegazione di questo fattonon appare veramente sì facile, sicchéerasi attribuito ai vegetali quasi un istintodi cercare la luce. Considerando però glieffetti chimici da questa prodotti e glieffetti meccanici di attrazione e ripulsioneche ne devono risultare, non è cosa diffi-cile farsi ragione di questi mosimcnti. IlBizio, il quale, come vedremo parlandodegli effetti meccanici della luce, ritieneche la materia percossa da questa pigliuna facoltà che egli chiama raggiante, cer-ca spiegare nel modo seguente il ièuome-
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no di cui parliamo. Quando il sole, diceegli, porta il benefico influsso dei suoiraggi sopra gli esseri vegetali, la luce, chedà nei fluidi che circolano nelle piante,sprigiona la forza ripulsiva negli atomieterogenei, in guisa che gli uni, piglian-do la condizione raggiante, vanno di con-serva con la luce, e gli altri in direzio-ne contraria, ossia a quella volta, dondeproviene la luce stessa. Di qua viene adun-que che quegli atomi i quali per la forzaripulsiva si recano verso la derivazionedella luce, sono quelli che più difficil-mente riescono in materia elastica o rag-giante, ossia il carbonio, i sali, gli ossidimetallici, e tutti quei principi! immediatiche sono nelle piante ; laddove 1’ ossi-geno, e l’umore linfatico scappano dal•vegetale portativi dalla forza ripulsiva cheloro partecipa la luce. Ora se gli atomisolidi, ossia quelli che pigliano più diffi-cilmente la facoltà raggiante, sono quellialtresì che per virtù della forza ripulsivasi recano verso la derivazione della luce,è facile a vedere, che le foglie, i ramoscellied i fiori deggiono piegarsi verso il luogo,donde viene ; imperocché se crescono per1’ aggregamento di quegli atomi, questonon può farsi per rispetto alla direzionese non verso la provenienza della luce.Questo peculiare magistero nell’opera del-la luce sopra i vegetali dà anche ragione,secondo il Bizio, del perchè vengano sutriste, gracili e senza alcuna interna so-stanza quelle piante che crescono fuoridal benigno influsso della luce ; perocchéin questo caso non è più decomposto,nel modo usato il gas acido carbonico,nè scacciato il soverchio della linfa, sic-ché manca, in una parola, quell’interio-re movimento cagionato dalla forza ripul-siva, che governa acconciamente le potenzedella vita, e dà all’ essere quel misuraloe sodo accrescimento, che genera la pro-sperità e la perfezione nelle piante. Se