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tre il seme giace sepolto, la luce non po-tesse agirvi che o riscaldandolo attraversola terra che lo ricopre, e che quindi i raggitermici avessero ad esser quelli più utili ;oppure agevolando qualche lenta azionechimica che si facesse nel suolo, suscitatadalla presenza del seme, ed in tal caso gio-verebbero i raggi ossidatol i o quelli disos-sidanti, secondo la natura del fenomenoche si avesse a produrre. Siccome però ècosa ben nota che nel germogliamento1’ ossigeno è assorbito esalandosi acidocarbonico fino al momento in cui spunta-no le foglie seminali, così i raggi ossidatovidovrebbero essere i più vantaggiosi ; quin-di jil rosso presenterebbe tutte le qualitànecessarie, essendo quello che tiene unamaggior quantità di calore, e che favoriscenotabilmente la combinazione dell’ ossige-no. Gli esperimenti del Poggioli sembra-vano, invero, confermare questa conclusio-ne, trovando egli appunto il raggio rossoil più utile al germogliamento dei semi.Morren veniva anch’esso a presso che ugualconclusione, trovando i raggi rosso e gialloi più atti al primo sviluppo degli esseriorganizzati, ed anche lo Zantedeschi tro-vava per la germinazione delle cipòlledell’ oxalis midtijlora il rosso più vantag-gioso d’ ogni altro, venendo in appressoil giallo, quindi il violetto. Ilunt, peròtrova all’ opposto che i raggi gialli e rossidistruggono la germinazione delle piante ;ma ciò che induce qualche dubbio suquesta di lui asserzione, si è il vedere chededuce questo danno dalla mala riuscitadella vegetazione continuata sotto gli stessiraggi, sicché nasce sospetto che il dannosia piuttosto avvenuto per non avere mu-tati i raggi opportunemente allo spuntardelle piante, quando cioè variano i lorobisogni.
D’ altra parte tuttavia quello che con-trasta a quanto si potrebbe dedurre daifatti anteriormente asseriti, si è l’avere altri
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trovato superiori vantaggi in altre speciedi luce. Senebier, per esempio, trovatoaveva che la germinazione dei semi avvie-ne prima nel giallo, quindi nel violetto,in appresso nel rosso e nella oscurità. Lostesso Hunt, trovato aveva che i tulipanigerminavano più prontamente sotto i ve-tri ranciati, e più tardi sotto quelli az-zurri e verdi. Il Morren, trovata che lepiante del Lepidium sativwn e ài\\'vici-ne media germogliavano più presto sottoi colori violetto, indaco e azzurro, piùtardi sotto quelli giallo, verde, lanciato erosso. Questi ultimi risultamenli, oppostiaffatto a quelli che col ragionamento fattoin addietro potevansi attendere, sono peròresi duhbii dall’ imperfetta maniera, comeabbiamo già indicato che si fecero quegliesperimenti. Tuttavia anche lo Zantedeschitrovò la germinazione, quanto a sollecitu-dine, avvenire prima nel violetto, poi nelrosso e nel giallo, pei semi dell’ Iberisamara, e per quelli dell’ EchinocaclasOltonis. Quello però in cui parecchi siaccordano, si è che le piante germinatenei raggi azzurri, benché meno precoci,riescono più vigorose, e promettono daremiglior riuscita. Questo fatto venne purericonósciuto dallo Zantedeschi nell’ oxalismulli/lora. Sembra però che neppurein tal caso si tratti di piante assoggettateal raggio azzurro durante la germinazionesoltanto, ed è dubbio pertanto se sienomeglio riuscite solo perciò che il raggioazzurro nocque meno degli altri che piùaccelerano la germinazione alla loro vege-tazione.
Allorquando la pianta esce dal suolo,mutansi allora, come dicemmo, le circo-stanze, ed in luogo di assorbire l’ossigenolo emana ed assorbe il carbonio ; sicché anuove funzioni occorrono nuovi aiuti, eperciò chi volesse opportunamente studia-re l’azione dei raggi colorali sopra le pian-te, dovrebbe mutare questi allorché sono