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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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esigono molta luce, si collocano vicino aivetri.

La prudenza vuole che gli aranci e lepiante da aranciera si rientrino verso lametà del mese. Sia che si abbiano o nogradinate, bisogna collocare tutte le pian-te in modo che quelle davanti nascon-dano i fusti di quelle di dietro, e chei rami e le foglie di tutte si frammischinocon grazia, e producano nell’ insieme unpiacevole colpo d’ occhio. Quando tut-te sono al loro posto, si dà un lavoro aivasi ed alle casse, e si adacquano se lo sigiudica necessario, soprattutto pei grossiaranci e per le grandi piante, le cui radicipotrebbero essere state smosse dal tras-porlo.

Campì. La pigiatura e svinatura deivini e la seminagione dei cereali, sono fac-cende campestri di molta importanza inquesto mese. Perciò si raccolgono e sispremono quelle uve che non erano ma-ture al mese scorso ; se ne cava il vino,e si mette in botti; se ne fanno secon-di vini, buoni in molte circostanze. Sisemina il frumento entro il corso del me-se, anticipando questa operazione nei ter-reni freddi ed argillosi ; i terreni leggeric caldi o di buon fondo si seminanodopo i primi. Non si trascuri la semi-nagione del grano gigante di Sant’Ele-na, specie molto produttiva ; i frumentiduri o ghiacciati potranno seminarsi anchein novembre. Si seminano le fave d’in-verno e la veccia. Si tagliano i fieni dettiferzuoli, e se ne fanno mescolanze conpaglie che si chiamano ferrane o misture.Si raccolgono patate, barbabietole e tuttociò che non può sopportare il gelo ; comeanche tutte le frutta sparse per la campa-gna. Si ammucchiano letami, e si conti-nuano i lavori incominciati e non termi-nati nel mese scorso.

Novembre.

Orlo. I lavori sono pooo considera-bili in questo mese. Nell’ ultima quindicinasi seminano piselli mihaur, di preferenzaal piede dei muri a buona esposizione. Eancora tempo di lavorare e rincalzare icarciofi, dopo avere accorciate le foglie piùlunghe : si sotterra del sedano al posto, ese ne sradica per piantarlo profondamentenel terriccio, ove diventa bianco più pre-sto ; si trapiantano ancora sulle costiere deicavoli fiori, cavoli d’ Yorcli, cappucci elattughe d’inverno. Se il gelo minaccia sistrappano carote, batbabietole, navoni, ra-dici nere, cicoria, indivia, cardi, sedani chesi poitano al coperto. Si levano da terra icavoli a pomo e di Milano , e si piantanogli uni accanto agli altri, Inclinandoli ver-so il norte, ed allorché vengono forti gelisi coprono di paglia o di strame che siritira quando il tempo è dolce. Si mettegrosso letame o foglie sui carciofi, sedani,cicoria ed indivia al loro posto. I giovanicavoli fiori trapiantati sopra costiera nelmese precedente ed in questo richieggonod’ essere coperti di strame leggero quandogela, e d’ essere coperti tutte le volte cheil tempo si raddolcisce.

Alberi fruttìferi e posticcio. Si puòincominciare a tagliare gli alberi fruttiferiad acini che sono vecchi o deboli, affinchèil succhio non ascenda inutilmente nellegemme da sopprimersi. Si svelgono alberivecchi o morti, e se ne cangia subito laterra, per poterli sostituire il più pre-sto possibile. I lavori del posticcio nonconsistono quasi che nel levarne gli alberia misura che se ne ha bisogno, e nel la-vorare il terreno che destinasi ad una nuo-va piantagione. Tutte le volte che si potràfarlo sarà bene d’ aspettare tre o quattroanni prima di piantare degli alberi d’ altofusto nel quadro che viene di produrne.