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al pascolo i bestiami nei prati, in cui non■vuoisi più raccorre fieno, o nei campiche non sono ancora stati lavorati. Del re-sto la campagna lascia ora godere tutte lesue bellezze, e vi si respira un’ aria frescae salubre.
Ottobre.
Orto. Non si può ormai più seminarecbespinaci e cerfoglio, i quali, se l’autun-no è favorevole, produrranno in marzo.Si ripiantano il cavolo d’Yorclr ed altri ca-voli a pomo seminati in agosto, sia in vi-vaio per essere messi a posto in febbraioe marzo, sia immediatamente al loro po-sto, se non si temono le intemperie del-l’inverno. Si trapianta pure la cipolla bian-ca e la lattuga di passione coi cavoli fiorisopra costiere ; ma questi ultimi avrannobisogno d’ esser protetti durante i fortigeli da pagliericci sostenuti da pertiche. Sischiantano le patate, e si mettono inluogo sano, riparato dal gelo e dall’ umi-dità. Alla fine del mese si tagliano i fustidegli sparagi, si concima e se ne lavora laterra. È pur 1 ’ epoca di tagliare gli stelidei carciofi tardivi, di nettarne le piante, diaccorciarne le foglie esteriori e di dar loroun lavorìo. Si continua a far imbianchireil sedano, i cardi, l’indivia e la cicoria. Siammucchiano letami nuovi, de’ quali deesifar consumo nei prossimi mesi. Allorchéin questo mese il tempo predite qualchepiccola brina, è molto ben fatto di coprirecon istuoie le ultime semine di cicoria e diindivia che non sono ancor buone, e so-prattutto i fagiuoli verdi : s’ ottiene spessocon questa precauzione continuata peralcuni giorni, di assicurare per molte set-timane il raccolto di legumi che senza diciò sarebbero andati perduti.
Alberi fruttiferi e posticcio. Durantequesto mese gli alberi fruttiferi non ri-
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chieggono che d’ essere scaricati dalle lorofruita, e lasciati in riposo sino al momentodella potatura. I frutti d’inverno si col-gono in tempo secco, uno ad uno conla precauzione di non confricarli, e si met-tono nei panieri, per trasportarli sulle ta-vole della stanza, ove si vogliono conser-vare. Si possono segnare gli alberi da le-varsi nel posticcio ; ma, eccettuati i casistraordinari, non si comincia a levarli chenel mese seguente. Se si ha del terrenovuoto, fa duopo, intanto che non si èaffaccendati, vangarlo e concimarlo, perpoterlo piantare al primo momento favo-revole.
Giardino. La soppressione del succhioe la freschezza delle notti danno alle fogliediverse tìnte, attese con impazienza dalpittore paesista, ma riguardate dal coltiva-tore come il foriere delle intemperie chevanno ben presto a sorprendere la vege-tazione. Questa nuova comparsa previeneil giardiniere che è ormai tempo di met-tere ad esecuzione i suoi progetti di pian-tagioni e di trapiantamenti. Si dà 1’ ultimamano ai sentieri, e si ammucchiano le fo-glie che vi cadono : si tagliano i fusti dellepiante vivaci che hanno terminato di fio-rire -, alla fine del mese, quando i fiorid’ autunno sono passati, si nettano le aiuo-le che si concimano e si lavorano per pian-tarvi subito dei dianthus posticus, anthi-rinnum, scabiosa , campanula, valeriana ,ecc. per fiorire alla primavera. Si mette invaso la viola grossa specie, cheyranthusincanus per poterla porre al riparo duran-te i geli.
Stufa. Si rifanno di nuovo i letti ditanno nelle stufe calde, si può mettere infondo a questi letti un forte strato di fo-glie o di letame nuovo, quindi il tanno, nelquale si affondano i vasi. Tutte le pianteda stufa calda non esigono di stare così ;molte stanno meglio sul suolo o sopra ta-volette 5 quelle che per la loro delicatezza