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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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□ ÒR Lita

LUNATO. Di forma curva simile a quel-la della luna nel principio del suo ritorno.

(Alberti.)

LUNETTA. Dicono gli orefici un or-namento d’ oro pegli orecchi delle donne,fatto a mezzo cerchio, a similitudine dellaluna falcata.

(Alberti.)

Lunetta o mezza lunetta. Dicono gliargentieri ed orefici quella parte dell’osten-sorio, in cui adattasi l’ostia, fatta a foggiadi luna crescente.

(Alberti.)

Lunetta. Nelle fortificazioni è quellaopera che è posta rimpetto alle facce del-le mezze lune.

(Alberti.)

LUNGA. Quella striscinola di cuoioannodata ai geti di alcuni uccelli, con laquale gli strozzieri gli tengono legati.

(Alberti.)

LUNGAGNOLA. Sorta di rete lungae bassa che si tende agli animali terrestri.

(Alberti.)

LUNGO. Parlando dei liquidi dicesiquello, nel quale t’abbia soverchio diacqua, e che sia però di minor forza esostanza del dovere.

(Alberti.)

LUNULA. Quello spazio compreso frail concavo ed il convesso di due archi dicerchii che si seghino, o d’intere circonfe-renze che si tocchino e si penetrino.

(Alberti.)

LUNULATA. Dicesi una specie di vol-ta ad angoli saglienti, il cui sottarco risultada tante lunette cilindriche.

(Nicola Cavalieri.)

LUOGO comune. Y. Cesso, Latrina.

LUPA. Quel fosso che si fa lungo lestrade e sulle rive delle medesime per ri-cevere le acque torbide e ritrarne la melma.

(Gagliardo.)

Lupa. Così si chiamano certe protu-beranze coperte di scorza* che si formano

Liti

sugli steli o sui rami degli alberi. Sonoqueste altrettante vere esostosi, che rico-noscono differenti cause, quasi tutte a noisconosciute.

Crediamo utile prima riferire quantodice su tale proposito il Duhamel, poiparleremo di alcune altre sorta di lupe,da lui non ricordate.

Si scorgono alle volte sopra i grandi al-beri certi tumori grossi, che coperti sonodi scorza come il resto dell’ albero ; maquando se ne esamina 1’ interno, formatisi trovano di un legno durissimo, le cuifibre hanno bizzarrissime direzioni. Questeescrescenze legnose cangiano la direzioneregolat e delle fibre della scorza, che lericopre, e provenienti non sembrano cheda uno sviluppo della parte legnosa, effet-tuatosi più abbondantemente in quelli chein altri siti. Non si è potuto scoprirequale esser possa la causa di questo acci-dente, quantunque inutilmente tentati ab-biansi diversi mezzi per cagionare artifi-zialmente tumori simili. Del resto, questoaccidente non porta verun danno all’ al-bero, ed il legno, che si trova sotto questespecie d’ esostosi, è per lo più di buonaqualità.

Si osservano anche più frequentementeesostosi di altra specie, le quali, in vecedi formare una grossezza da potersi pa-ragonare ad una lupa, producono pro-tuberanze, che seguono la direzione deltronco in tutta la sua lunghezza, e che nealterano la forma. Duhamel dice, che gliavvenne talvolta di vedere la maggior par-te degli alberi di un viale essere gravatada questo difetto ; e siccome questa tume-fazione si trovava essere collocata dallostesso lato in tutti gli alberi di quel viale,così vi ha luogo a presumere, che fossestata prodotta da una causa comune atutti. Potrebbe essere stato forse questo1’ effetto d’un vivo colpo di sole, o di unaforte gelata, che alterato avessero gli strati