Band 
Tomo XXXIII. [Supplimento.]
Seite
246
JPEG-Download
 

Li i'INO

sceglierti il momento opportuno pel suoraccolto.

Il buon seme del lupino è biancastro,giallo; orliicolare, alquanto angoloso : nonè mangiabile se non ha prima perduto lasua amarezza mediante quell’ operazioneche dicesi indolcimento. Si fa questa invarie maniere, limitandosi alcuni ad unamacerazione nell’ acqua, altri nella liscivadi cenere od anche aggiughendo a quellaun po’ di acqua di calce. Il metodo mi-gliore è quello di lessare i lupini in caldaied’ acqua, che si muta per due volle ; inditenerli [ter giorni tre in acqua corrente,ovvero in conche o truogoli, dentro all’ a-cqua pura fredda, che si muta ogni giorno,e di poi si mettono in salamoia per ven-derli alla povera gente, che li mangia nelleveglie dell’inverno. Diconsi allora indol-citi, perchè con tale preparazione, perdono1 ’ ostico e disgustoso amaro, e divengonoinsipidi, e perciò hanno bisogno del saleper essere mangiabili. Nè la doppia cottu-ra di molto gl’intenerisce, perchè riesconosempre duri, e sono un cibo meschino, edi difficile digestione.

L’ indolcire i lupini è usanza antica, eDidimo prescrive di macerarli per tre gior-

~ / i f> Ltrnso

luoghi dove quello scarseggia. Sotterratisi ilupini nei terreni sabbiosi quando mettonoil primo fiore, e negli altri, allorché èspiegata circa la metà dei medesimi ; sot-terransi in marzo quelli seminati nell’ au-tunno per governare i campi ove seminansimarzuoli. Oltre ai vantaggi che dà comeconcime, serve ancora, attesa la sua ama-rezza, ad allontanare dalla terra la grillo-talpa o ceccaruola.

Il lupino verde è sufficiente pascolo perle pecore, e talvolta si danno pure gli stelisecchi del lupino ai buoi, che, in caso dimancanza di altri foraggi, ne mangiano lecime, ma rifiutano sempre la parte infe-riore, a meno che non sia stata primapesta o tritata. Ritiensi più utile peròusare pel nutrimento degli animali il semedel lupino che è, come vedremo, assaipiù nutritivo delle foglie. Allorquandocoltivasi pel seme, conviene lavorare duevolte la terra e seminarlo in primave-ra, mettendo le piante rade in modo dapoterle comodamente sarchiare, giunte chesiano all’ altezza di i o o 12 pollici. Siadoperano per ioo tese quadrate o 2Òlibbre di seme che rendono a termine me-dio il i 5 per uno.

Il lupino diventa principalmente mol- ni in acqua marina o di fiume, e quandoto prezioso nei paesi caldi, ove ha una!cominciano a perdere l’amaro seccarli evegetazione assai rapida, non solo per | serbarli per pascolo delle bestie, mescolalifirvi abolire i maggesi, ma per dare eziau-tcon paglia; dice che così indolciti, seccati edio due raccolti in un anno, o per lo ! macinati, possono mescolarsi con farinameno tre in due anni. Serve colà di d’ orzo o di grano per farne pane, comesostituzione alle rape, che la soverchia è stato praticato in tempo di carestia,siccità non permette sempre di coltivare! In Corsica, ove molto se ne consuma,con profitto. j viene fatto infondere nell’ acqua di mare,

Un altro vantaggio del lupino si è quello cangiandola due o tre volle; in altri paesidi distruggere compiutamente l’erbe calti-1immergerlo si suole nell’acqua dolce ; tuttive, sormontandole con la rapidità del suocrescimento, e soffocandole con 1 ’ ombra

delle larghe sue foglie. Il suo seme si con-serva sul piede nel guscio senza perdersi,quanto tempo si vuole, dopo fatto benmaturo, di modo che si può agiatamente

dovrebbero invece preferire le acque alca-line, la lisciva delle ceneri, perchè questesono più proprie ad agire sulla scorza,parte ove risiede l’amarezza. E se nonsi toglie questa scorza con un passaggiofra macine ben distanti, come in Inghilterra