portando i lupi spesso il loro corso a dic-ci, venti, trenta e più leghe dal punto dellamossa 5 pericolosa è inoltre pei cani,sopra i quali i lupi si avventano, quandosostenuti più non li vedono dagli uomini.
Le caccie dei lupi più adattate ai sem-plici coltivatori sono le seguenti:
Quando si sa che un lupo si trovain una tal parte d’ un bosco tagliato dastrade, una truppa di cacciatori, armati difucili carichi a palla lo circondano. Unodi essi, accompagnato da un bracco, entranel bosco, fa levare 1’ animale, e gli tiraaddosso al suo uscire.
Nello stesso caso, in vece di attende-re al varco il lupo col cane, si può met-terlo in molo dalla parte dei racciatori colmezzo d’una truppa d’uomini, che schierrati in fila percorrono la totalità delbosco, alzano grida, e battono gli albericon pertiche. Questa è quella che si chia-ma caccia clamorosa, caccia attorniata,c per essa i guarda-lupi, ed in generaletutte le guardie di polizia rurale possonoesigere di diritto il concorso del coltivato-re. Nessuna maniera di distruggere i lupiè migliore di questa, quando sia ben di-retta ; ma lo è di raro. Sarebbe forse utileimpiegarvi i soldati in tempo di pace, eduna o due compagnie produrrebbero piùeffetto con la regolarità delle loro evolu-zioni, che quelle moltitudini di coltivatori,che non sanno mai agire di concerto.
In tutte le stagioni, ma principalmen-te nel verno, può usarsi l’artifizio se-guente : Un uomo montato a cavallotrascina una carogna per le strade e sul-1’orlo dei boschi, ove sa che vi sonolupi, e la depone vicino ad un albero oad un fabbricato. Chiamati dall’ odore,vi accorrono questi alle volte nella pri-ma, più sovente nella seconda notte, perdivorarla ; un cacciatore allora, nasco-sto sull’ albero o sul fabbricato può ucci-derli facilmente.
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Si dioe, eh? ‘ia possiate chiamare illupo a portata del cacciatore in agguato,contraffacendo il suo ululato con uno zufo-lo. Se ciò è vero, conviene che il caccia-tore sia bene esercitato, perchè il lupo hal’orecchio assai fino, ed è diffidente all’ul-timo segno.
Per quanto agli agguati, descrivemmonel Dizionario all’ articolo Lupo quellicon l’amo, con la fossa o col mezzo di unviale circolare. Ivi pure all’articolo Caccia descrivemmo più estesamente questo ulti-mo artifizio, come anche una specie di trap-pola a due semicerchi. Daremo qui la de-scrizione d’ alcuni altri congegni immagi-nati a tal uopo, e la figura di una trappolaa semicerchi analoga a quella di cui si parlanell’ articolo Caccia sopraccitato. Yedesiquesta trappola disegnata nella fig. 7 dellaTav. XXXIX della Tecnologia, e compo-nesi di due semicerchi a fissati a cernierain /’e che quando la trappola è tesa sonoaperti e poggiano in dd, essendo tenuti intal posizione da un dente in e della tavo-letta c. Quando il lupo cammina su questatavoletta disimpegna i semicerchi a i quali,spinti allora dalla molla b, riavvicinansi aquel modo che mostra la figura, prendendoin mezzo il collo od il muso dell’animale.L’ altra fig. 8 mostra un artifizio perprendere il lupo cui dicesi nodo scorsoio.
Si levano i rami ad un matricino diquercia della grossezza d’ un braccio, edalla sua cima si attacca una piccola cordaterminala da un nodo scorsoio. Poi si pian-tano in terra alla distanza di tre o quattropiedi due pinoli uncinati, introdotti beneed egualmente nella terra ; nei loro uncinisi collocano due randelli della grossezzad’ un pollice, ed a qualche distanza 1’ unodall’altro; intorno si fa passare la corda,dopo aver curvato il matricino ; ad unpunto conveniente di quella corda è attac-cato un piccolo pezzo di legno piatto, cheviene introdotto fra i due randelli , e