Levo
serve a tenere 1’ apparato leso ; si posanoquindi sull’ orlo della traversa più bassaquattro o cinque piccoli bastoni, alquantoconficcali in terra, e sopra vi si stende ilnodo scorsoio aperto, quanto più regolar-mente è possibile ; 1’ apparalo dev’ esserecoperto da foglie secche. Il lupo camminapassando sopra uno dei piccoli bastoni,che fanno discendere il piccolo pezzo dilegno piatto, il quale fa cadere i due ran-delli, e questi fanno rialzare 1’ albero : illupo viene preso per una zampa, e restasospeso in aria.
Talvolta prendonsi anche i Inpi con unaltro artifizio che è il seguente.
Con piuoli di quattro a cinque pollicidi diametro, e di otto a dieci piedi d’ al-tezza, legati solidamente fra loro col mez-zo di varie traverse collocate alla soprain-dicata distanza, si forma un recinto di ottoin nove piedi di diametro in mezzo ad unbosco, scegliendo un sito spoglio di pian-te, uno spazio per fare il carbone, o simile;il recinto aver dee un’ apertura propria aricevere una porta, che resterà socchiusacol mezzo d’ un bastone trasversale ; aquesto bastone sta attaccato uno spago,che corrisponde all’ altezza d’ uno, due otre piedi, parallelamente alla porta nelmezzo del recinto. In fondo a questo re-cinto, vale a dire dal lato opposto allaporta, si attacca un cane, una pecora odun’ oca, i cui gridi chiamano il lupo, ilquale entra nel recinto, ed incontrandogli spaghi trasversali, fa cadere il bastone,e chiudere la porta.
* Anche all’uso dei veleni ricorresi perdistruggere i lupi, e sembra che gli antichifacessero uso a tal uopo del colchico e del-l’aconito, ma in oggi si preferisce la nocevomica. A tal effetto si fanno varii buchicon un coltello nella carne d’una carogna,ed in ogni buco si pone un pizzico di questamateria ridotta in polvere, e dopo avere tra-scinato questa carogna per le vie e sull’orloSuppl. Dii. Tecn. T. XIX.
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dei boschi, si va a deporla in un sito solita-rio : un cane è preferibile, perchè gli altricani non lo mangiano. La stagione più fa-vorevole a quest’ operazione è l’inverno,e soprattutto il tempo della neve, perchèallora i lupi sono più affamati, e per con-seguenza più arditi. Poco dopo aver in-goiato un pezzo avvelenato, poiché i lupicome i cani masticano di rado ciò chemangiano, risentono una sete vorace, equanto più bevono, tanto più violentoagisce il veleno, e muoiono poi più omeno presto in proporzione alla quantitàmangiatane.
L’ arsenico non dev’ essere adoperatoin tal caso, non solo a motivo del suomaggior pericolo, ma anche perchè il lupolo scopre più facilmente.
In vece del veleno s’introducono tal-volta nella carogna aghi legati in cro-ce col mezzo d’ un crine, perchè questiaghi bucando gl’ intestini facciano morireP animale ; ma questo mezzo dev’ esserepoco sicuro.
Benché il lupo considerato esser nondebba che come il nemico del coltivatore,gli rende nondimeno qualche servigio, colmangiare le faine, le donnole, i topi cam-pagnuoli, ed altri quadrupedi nocivi. Illupo distrugge egualmente che la volpe gliscarafaggi, come si ebbe occasione d’ os-servare nella sezione dello stomaco d’ unodi essi, ucciso nella stagione di quest’ in-setti.
Si è già accennato nel Dizionario comela pelle del lupo si adoperi per farne pel-liccerie comuni: acconciata invero dal pe-lacene o dal conciatore in alluda serve afare gualdrappe pei cavalli da carretta edanche talvolta manicotti dozzinali. Ne ven-gono di migliori delle nostre dall’ Unghe-ria, dalla Polonia, dalla Russia e dall’A-merica . Levatone il pelo che serve peicappellai adoperasi la pelle del lupo ca-mosciala o conciala in alluda per far-Ó2