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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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o.V| Macchina

orizzontale sodo e liscio, bisogna adope- [rare una forza di poco più die ~ del suo rpeso -, ~ se la superficie soll'regante è di ilegno ; ~ se si slrascina legno a conlatto /con legno ; e i soltanto se si insapo- rnano le due superficie. Ma se si adope- irano cilindri, quando questi saranno po- isii immediatamente fra la pietra e il ter- sreno, occorrerà poco più di - 1 - del peso 1della pietra ; se i cilindri rotolano sul le- Igno, basterà -3 ; e se rotolano fra due ]superficie liscie di legno, per ottenere ilmovimento basterà ^- Q circa. Così ad ogni 1minimo avanzamento della scienza, e per 1l’invenzione di ogni nuovo strumento vie- ]ne scemata la fatica dell’ uomo. Quegliche invaginò di trasportare una massa so-pra cilindri, imaginò uno utensile capacedi quintuplicare la forza ; e quegli clicebbe l’idea di adoperare il sapone od ilgrasso, riuscì a poter muovere con la stessaforza una massa ancora di triplo peso.

2. Facili tacili ne, del lavoro. Senza ilsoccorso degli utensili, cioè, col solo sfor-zo delle braccia dell’ uomo, moltissimeoperazioni sarebbero affatto ineseguibili ;mentre un utensile anche grossolano, ba-sta ad accrescere il potere del braccio, equindi alcune operazioni impossibili diven-gono possibili con grande fatica, ed altreriescono anche abbastanza facili, come sirileva dall’ uso del coltello, della scure, especialmente della sega. Questa osserva-zione si applica ancora alle macchine edagli utensili più perfetti. Con una limae con terra da polire un operaio valentepotrebbe fabbricare un cilindro d’ un solopezzo d’ acciaio •, ma vi abbisognerebbe untempo sì lungo, e P operazione sarebbed’ esito tanto incerto, che, praticamenteparlando, sarebbe quasi impossibile ; men-tre col mezzo del tornio la fabbricazionedi simili cilindri si eseguisce giornalmenteda centinaia di operai.

Se poi guardiamo le mac' aine più com-

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plicale, quelle cioè che agiscono, a così di-re, da sé, c che gP Inglesi additano colnome convenientissimo di sistema auto-matico, all’abilità dell’ artefice e dell’ ope-raio viene in esse sostituito un ordignomeccanico, sicché dove altra volta occor-reva un abile operaio, basta oggidì unsemplice sorvegliante, più non essendovibisogno di lunga pratica, nè di quei faticosilavori che esigevano una fisica robustezzaparticolare. Non è così più necessario unlungo garzonado, ed i fanciulli, le donneed i vecchii stessi, che un tempo eranoesclusi dalle officine, vi si impiegano conprofitto, potendosi inoltre fabbricare inun dato tempo una quantità di oggettimolto maggiore, e questi di una regolaritàe perfezione, quali dificilmcnte si potreb-bero ottenere dall’ operaio più esperto.

Un notabile risultamentu che danno lemacchine si è quella perfetta uguaglianzache si osserva negli oggetti fabbricati conuno stesso metodo meccanico. Per esem-pio, per finire sul tornio il coperchio diuna scatola circolare ed adattarcelo, si faavanzare poco a poco il sostegno che portail bulino, provando successivamente il co-perchio sulla scatola, col che si arriva alpunto in cui non è troppo stretto nètroppo largo. Trovato questo punto, sedee farsi un migliaio di scatole simili, si: eseguiranno tutte senza la minima diffi-coltà, poiché per tutte si porterà il bulino; fino dove può arrivare, ed ogni scatola si1 adatterà perfettamente al suo coperchio.

; La stessa uniformità si osserva nella stam-1 pa e nell’ incisione, e gli esemplari di una1 stessa opera, e le stampe di un medesimorame, presentano una somiglianza d’ ese-: dizione assolutamente inimitabile, poiché■ ogni minima particolarità che si vede in: un esemplare, si trova [iure in ogni altro,: qualunque sia stala 1’ accuratezza o la ne-gligenza dell’ esecutore. Si può citare an-- che l’esempio dei cartoni per le cartatucce