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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Macchina

Un argomento assai valido in favoredella libera esportazione delle macchine sic che con ciò i capitalisti potrebbero piùfacilmente impiegare i loro fondi nell’ in-dustria col maggiore vantaggio. Se l’espor-tazione delle macchine fosse dichiarata li-bera, ne verrebbe sicuramente un grandis-simo numero di commissioni ; e allora sequalche ramo particolare d’industria ces-sasse di dare il frutto ordinario del ca-pitale, la perdita del capitalista verrebbecompensata dall’ apertura di quell’ im-menso mercato, ove potrebbe venderele sue macchine a compratori che si tro-vassero in miglior situazione per servirse-ne. D’altra parte il fabbricatore che imagi-nasse qualche nuovo perfezionamento mec-canico, potrebbe più prontamente metter-lo in esecuzione.

Oltreché dalla vendita delle macchine,nei paesi mollo industriali se ne tragge unaltro profitto, dandole a noleggio per unprezzo pattuito d’ accordo. Ciò fecesi, peresempio, nell’Inghilterra dei telai da calze,ritraendone i proprietarii tale compensoche, non solo dava loro il frutto del capi-tale, ma li rimborsava eziandio del capitalemedesimo in capo a nove anni. Il prezzodi questo noleggio era meno esorbitante chea bella prima non sembrasse, imperocché,se talora possono i telai agire per 12 o i 5anni senza riattamenti, una innovazionepuò ad un tratto scemarne il prezzo, comeavvenne di fatto nell’ Inghilterra ove unnuovo oggetto introdotto nel commercione scemò di molto i vantaggi, e più anco-ra influì la invenzione di nuovi telai, cia-scuno dei quali dà in ugual tempo doppiolavoro degli altri.

A Birmingham si noleggiano comune-mente torchii, collii, punzoni di qualunquespecie, fatti fare a bella posta da certipiccoli capitalisti per ritraine dagli operaiuna rendita annua. Nella stessa città si no-leggia perfino la forza ; poiché si stabili-Suppl. Dii. Tecn. T. XIX.

Macchina 3o5

scono macchine a vapore in alcuni grandistabilimenti divisi in diversi compartimenti,nei quali ognuno può stabilirsi prendendoa noleggio la forza di uno, di due o piùcavalli, secondo il suo genere d’industria.Se si potesse trovare un mezzo di tras-mettere la forza a distanze considerevoli,senza che l’ attrito ne assorbisse una gran-de quantità, e nel tempo medesimo si po-tesse notare la quantità adoperatane inogni punto, accaderebbe sovente una grande rivoluzione nei sistemi delle manifatture.In certi punti delle grandi città si stabili-rebbero alcune macchine, che diverreb-bero centri di produzione di forza ; ognioperaio noleggerebbe la quantità di foizache gli sarebbe necessaria, e che gli ver-rebbe trasmessa nella sua abitazione ; dimaniera che in certi casi, quando ciò sitrovasse conveniente, dal sistema dellegrandi manifatture si tornerebbe a quellodi fabbricazione nelle case degli operai.

(Babbage — G.**M.)

Macchina. Considerando le macchine ingenerale sotto 1’ aspetto meccanico, e ri-portandoci alla definizione data nel princi-pio dell’articolo precedente in quanto a ciòche intendiamo col nome di macchina,duopo è primieramente considerare qualisieno le più semplici e quelle onde le al-tre compongonsi; dietro quali leggi il loroequilibrio si regoli : con quale classificazio-ne si possano disporre, e quali ne sieno glielfetti ; finalmente dare alcune principali epiù generali avvertenze sul modo di ese-guirle, e di mantenerle in buono stato. Ciòè quanto nel presente articolo ci propo-niamo di fare, limitandoci però a riman-dare ad alili luoghi di questa opera perquelle parti di esso delle quali si è tenutoseparatamente parola.

Il vero ed unico elemento delle mac-chine al quale tutti gli altri si possono fa-cilmente ridurre è la Leva, e di essa ven-ne abbastanza trattato a quella parola.

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