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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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cemmo abbastanza a quell’articolo ed al-1’ altro Moto nel Dizionario , come nonpossano queste crescere forza per verunmodo, e come sempre si perda in veloci-tà ciò che si guadagna in potenza o vi-ceversa. Grandissima è però la utilità chedalla facoltà di accrescere 1’ uno di que-sti effetti a spese dell’ altro può trarsi.Così, per esempio, la fatica prodotta suimuscoli del corpo umano non dipendeunicamente dalla quantità di forza consu-mata in ogni sforzo distinto, ma in granparte dalla ripetizione di questi medesimisforzi. La quantità di forza necessariaper eseguire qualunque lavoro manualepuò adunque dividersi in due parti :i.° la quantità necessaria per muovere ofar lavorare lo strumento ; 2 ." la quantitànecessaria per muovere quel membro del-1’ individuo che opera. Prendiamo peresempio l’azione di piantare un chiodoin un pezzo di legno : questa esige duequantità di forza differenti, una per alzareil martello e spingerlo contro il chiodo,1’ altra per alzare il braccio che tiene ilmartello. Se questo è molto pesante, laprima quantità di forza sarà la più con-siderevole ; ma se il martello è leggero,il braccio proverà la maggior fatica pelproprio movimento. Quindi alcune ope-razioni le quali non esigono che pocaforza, possono divenire faticose se venganospesso ripetute, ed anche più faticose d’unaltro lavoro più incomodo, ma di cortadurata. Bisogna ancora osservare, che vi èun tal grado di velocità, che 1’ azione deimuscoli non può oltrepassare senza an-dare incontro a qualche inconveniente.Negli ordinarii lavori, per ottenere ilmiglior effetto possibile, è adunque im-portantissimo mettere in giusta propor-zione tre cose, cioè il peso della parte delcorpo dell’ animale che è in moto, jl pesodello strumento che muove, e la ripe-tizione del medesimo sforzo.

Macchina

Quando si tratta di un lavoro poco fati-rcoso bisogna adunque crescere la velocitàper economizzare il tempo. E sicuramenteun’ operazione lunga e noiosisima il filarela lana torcendone le fibre con le dita.

: Nel mulinello ordinario, il moto del filointorno al fuso è accelerato per mezzo diuna semplicissima invenzione, la qualeconsiste nel riunire con una corda diquesto fuso con una grande ruota messain moto dal piede dell’ operaio ; di ma-niera che velocissimo è il moto comu-nicato al fuso, quantunque il piede simuova lentamente. Questa maniera mede-sima di accrescere la velocita è stata ado-perata in molte circostanze, come neigrandi magazzini di vendita di nastri alminuto, ove spesso bisogna svolgerli eriavvolgerli, la quale operazione, che an-che con questo modo di abbreviarla èpure incomoda, lo sarebbe assai più do-vendosi ripeterla tanto spesso. Finalmen-te con una macchina fondata sullo stessoprincipio, ma molto più composta, si for-mano quei graziosi gomitoli di cotone dacucire che si vendono a bassissimo prezzo.

Dai piccoli utensili passando alle mac-chine più forti e più importanti, trovere-mo esempii anche più grandiosi della eco-nomia prodotta dall’ aumento di velocità.Nel lavoro del ferro, una considerevolemassa di metallo ridotta all’ incandescen-za, si sottopone ai colpi di un pesantemartello, mosso dall’acqua o dal vapore:questo martello viene sollevato da un pez-zo sagliente fissato sopra un albero chegira ; e se il suo potere dinamico risul-tasse unicamente dall’ altezza di cadutaalla quale si può situare, gl’ intervalli fracolpo e colpo sarebbero troppo lunghi,mentre invece, per la bontà ilei lavoro, im-porta che la massa di ferro riceva prima diraffreddarsi più colpi che sia possibile.Questa accelerazione si ottiene facendo ilpezzo sagliente di tal forma, che il martello