una piccola altezza, è spinto dal basso inalto da una specie di scossa, e va ad urta-re contro un grosso pezzo di legno chiagisce copie una forte molla, e lo respingesulla massa di ferro con tanta velocità,che ne risulta un numero doppio di colpiin un tempo dato. Questa velocità è an-che molto aumentata nei piccoli magli opestelli, il braccio dei quali urtando conforza contro una piccola massa fissa diacciaio,rimbalza sì prontamente, che neri-sultano fino trecento ed anche cinquecen-to colpi al minuto. Questo metodo è statoapplicato recentemente alla fabbricazionedelle ancore, arte difficile, nella quale èriuscita importantissima.
All’ opposto, un esempio dei grandivantaggi che reca il ritardo nella velocitàa spese della potenza presentasi neglioriuoli, nei quali 1’ azione comunicata inbrevissimo tempo dalla mano dell’ uomoche li carica, consumandosi con lentez-za, continua il suo effetto per molte ore,giorni ed anche mesi, con quel vantaggiograndissimo che tutti sanno.
Ecco pure un esempio dell’economia ditempo prodotta, facendo eseguire a bracciacon un solo moto due operazioni in vece diuna, preso dall’ arte di fabbricare i puntaliper le stringhe degli stivaletti. Questi pun-tali sono di latta sottilissima, e prima si fa-cevano tagliando in grandi strisce di lattapezzi delle dimensioni convenienti, peravvolgere esattamente la stringa, e quin-di piegandoli intorno ad essa. Nel nuo-vo metodo le forbici del tagliatore sonomunite di due pezzi d’ acciaio che pie-gano in forma semi-cilindrica ogni pez-zo di latta mentre viene tagliato. Questaoperazione eseguita così dallo stesso motodel braccio che taglia, non richiede cheun aumento quasi insensibile di forza, edè in fatti d’ ordinario eseguita da donne o
Macchina Macchina Óog
In vece di venire alzato lentamente affinamento si produce in un tempo dato
più del triplo di puntali che nell’anticamaniera.
Assai importanti sono alcune avver-tenze da tenersi presenti nell’ atto dellaesecuzione delle macchine, e benché moltedi queste variino secondo la specie dimacchina di cui si tratta, ed anzi per cia-scuna macchina particolarmente, pure av-vene alcune che si possono riguardare co-me generali. Cercheremo d’indicare quel-le che presentano maggiore interesse, ri-cordando quanto dicemmo intorno a taleproposito specialmente agli articoli Co-struzione ed Inventore.
Le materie onde si formano le varieparti delle macchine sono in generale ilegni ed i metalli, e fra questi ultimi ilferro principalmente. Varie specie di legnisi impiegano, preferendosene ora l’unaora 1’ altra, secondo che le naturali loroqualità sono più confacenti alla solidità,alla leggerezza ed alla durata delle diverseparti degli organi componenti, corrispon-dentemente alla diversità dei loro uffizi.Così, per esempio, nella costruzione dellegrandi ruote dentate si formano di quer-cia gli assi od alberi dei quali è principal-mente cimentata la resistenza rispettiva; sifanno di olmo i quarti, attesa la omogenei-tà di quel legno, la regolare disposizionedelle sue fibre, e la sua forza per cui so-stiene i molli fori che nei detti quarti sihanno a fare senza indebolirsi nè fendersi.Si costruisce di abete o di altro legnoleggero 1’ armatura interna, i cui membrisono quasi di semplice collegamento e po-ca forza devono esercitare, a fine di ren-dere meno pesanti le ruote, e quindi mi-nore la loro resistenza per l’attrito nelmuoversi intorno agli assi ; finalmente,si fanno d’ elee, di bossolo o di altro legnodurissimo i denti o piuoli, i quali vannosoggetti particolarmente a logorarsi pel
da fanciulli. Con questo piccolo perfezio-j forte e continuo attrito che provano