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sufficiente quantità <li lardo per farne unapasta. A suo dire quelle amalgame chehanno maggior proporzione di mercuriosono di azione variabile e passeggera.
La macchina a cilindro più semplice edella miglior costruzione è quella imma-ginata da Nairne, e che si vede disegnatanella Cg. i della Tav. XXI delle Artifìsiche. Il cilindro di vetro C ha il diame-tro di 8 a ìG pollici (o m ,2 a o m ,4), ela lunghezza di uno a 2 piedi, (o m ,6i) eda motivo che rimanga isolato, è soste-nuto da due colonne o ritti di vetro ver-ticali B fissati sopra una soda base dilegno A. Due conduttori metallici P N,di lunghezza uguale al cilindro, sono col-locati paralelli ad esso uno per parte,sostenuti essendo da ritti isolatori di vetrofissati in due pezzi di legno separati chescorrono in iscanalature praticate nellabase, in guisa che si possano avvicinareod allontanare dal cilindro. Ad uno diquesti conduttori N è attaccato il guanciarletto O mediante una molla curva, laquale lo preme contro il cilindro ugual-mente nell’ alto che questo gira. La pres-sione del guancialetto viene altresì regola-ta da una vite Q, adattata alla base dilegno cui è fissata la colonna di vetroche sostiene questo conduttore. Al guan-cialetto è attaccato un pezzo di seta ino-liata alla distanza di circa i/ij- di polli-ce dal lato supcriore. Estendesi questasulla superficie della parte superiore delcilindro di vetro fino alla distanza di circaun pollice da una serie di punte metallicheche risaltano a guisa di denti di un ra-strello, da una spranga orizzontale fissataal lato adiacente del conduttore P. Si fagirare il cilindro nella direzione in cui vaquesto pezzo di seta mediante un manu-brio applicato sull’ asse di essa, oppuremediante una carrucola W che ne acceleriil movimento, trasmettendolo con una fu-ne eterna incrociata ad una puleggia più
Macchina
piccola R posta sull’ asse del cilindro. Intal guisa producesi pili elettricità nellostesso tempo ; ma la fatica di far agire lamacchina cresce in ugual proporzione. Inalcuni casi è più conveniente di porreil conduttore P ad angolo retto col cilin-dro, anziché paralello, e tale si è anzi ladisposizione adottata nelle macchine elet-triche comuni. Il migliore cemento perattaccare il cilindro sopra i suoi perniisi prepara mescendo 5 libbre di resina,una di cera, una di ocra rossa e due cuc-chiaiate di gesso di Parigi. Tanto 1’ ocrache il gesso devono esattamente seccarsiprima di mescerli cogli altri ingredien-ti fusi.
Il conduttore P è quello che chiama-si generalmente condullore primario , oconduttore positivo , poiché la elettricitàcon cui si carica è positiva.
Per ottenere la elettricità negativa in-vece che quella positiva basta sostituire unglobo od un cilindro di resina o di zolfo"al globo od al cilindro di vetro onde ab-biamo fin qui parlato ; ed a questo spe-dante appunto ricorrevano i primi elet-tricisti, ma la fragilità di quelle sostanzele rende troppo inferiori al vetro, perchèvi si abbiano a preferire. Si immaginaro-no quindi piuttosto macchine costruite perguisa che valessero a dare a volontà l’unao 1’ altra delle due specie di elettricità, odanche contemporaneamente 1’ una da unaparte e 1’ altra dall’ altra. Di questo ulti-mo genere si è invero la macchina diNairne che abbiamo or ora descritta, nellaquale si ottiene dal conduttore N, la elet-tricità negativa, come si ha quella positivadall’ altro P, facilissimo riuscendo produr-re il passaggio dell’ elettricità dall’ unoall’ altro, mediante uno scaricatore arcua-to. Macchine dotate di simili proprietà, al-meno in parte, imaginarono poi Van Ma-rum, Biot, Belli, Maggiotto, Dal Negro edultimamente, Dujardin de Lille ne assog-