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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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Macchina

batterla adoperare i pennoncelli azzurra-;stri che sprizzano dalle punte. Formansi intal guisa ramificazioni assai belle, simili aquelle delle corna del cervo, e che spessodivergono assai regolarmente dalla perife-ria di un circolo. Anche dopo 1’ azioneelettrica la superficie della mica isola intutte le direzioni.

Potrebbersi a principio attribuire questefigure ad una piccolissima quantità di elet-tricità rimasta aderente al vetro od allamica e trasportatavi dalla scarica ; ma siconosce il contrario dai fatti che le figuresono esattamente della stessa natura sututte due le facce della piastra ; che sonole stesse con la elettricità positiva e conquella negativa, e che finalmente si con-servano a lungo. Riess dice aver lasciatole lastre di mica sotto il torchio in mezzoa foglie di stagno per alcune ore senzache le figure mutassero. Poco tempo do-po l’azione elettrica riescono più belle,apparendo il disegno lucido sopra unfondo appannato : in capo ad un giorno lefigure lasciansi coprire dall’alito, ma assaimeno del resto della superficie, potendorimanere in questo stato per varii anni,apparendo sempre debolmente le figurecon 1’ alito. Potrebbesi anche supporreche provenissero queste figure da parti-celle metalliche portate sulla mica median-te la scintilla dall’ ottone del conduttore ;ma questa ipotesi è inverosimile, secon-do Riess, e pel non apparire venni can-giamento sulle superfìcie del vetro e dellamica, e per la proprietà isolante che con-serva quest’ ultima. Ci sembra però chequesti due obbietti possansi facilmente ri-solvere, rispondendo al primo che la alte-razione è così leggera da non apparire; alsecondo che i metalli essendo deposli allostato di ossidi, sono cattivi conduttori diper sè stessi, e che la tenuissima quantitàloro può contribuire a render minima edimpercettibile la dispersione dell’ elettricità

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cagionata da essi. Non troviamo pure vali-do a combattere questa ipotesi, l’altroobbietto del prodursi le figure rorichesotto altre forme anche sulle superficiemetalliche polite. Ricevendo la scintillasopra lamine di placchè d’ oro o diargento vi lascia una macchia leggerache con 1’ alito presenta un circolo largoparecchie linee, perfettamente asciutto evarii altri circoli più o meno carichi diumidità. Anche in questo caso, a nostroparere, avvi trasporto di metallo ossidatoche si depone in lamina più grossa nelmezzo, e che si va attenuando a guisa disfumatura all’ intorno, donde gli effettisovraccennati.

Un’ esperienza analoga è quella di se-gnare in giornata invernale sopra una lastraben asciutta in una stanza calda una figuracon la pallottola di una boccia di Leidacarica : dirigendo contro la lastra del va-pore di acqua bollente comparisce la figu-ra tosto che quel vapore si è congelato, evaria secondo che fecesi uso dell’elettricitàpositiva o negativa.

Quando la scarica elettrica percorre unasuperficie di vetro isolante, penetra ad unacerta profondità e produce alterazioniche preseniansi in forma di segni leggerisimili allo stato del vetro offuscato mecca-nicamente con la sabbia. Da lungo tempoPinaud ha dimostrato che queste altera-zioni provengono da una separazione dellapotassa, locchè è pure provato dall’ esserequei segni più visibili in capo a qualchetempo che immediatamente dopo la espe-rienza.

Altri esperimenti fece il Riess nei qualiottenne sulla mica segni neri nel centroed a frange colorate, e questi effetti con-corrono a farci credere che causa di tullii fenomeni sia il trasporlo di metalli ossi-dati e deposti sulle superficie in velatureleggere, come quelle già osservale da Prie-stley gran tempo prima, e poi dal Nobili