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Tomo XXXIII. [Supplimento.]
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336 Macchila

vuoto mediante il mercurio, 1’ apparatoche vedesi nella fìg. i 4, il quale è assaisemplice. Componesi di un tubo A B, lun-go circa 8 decimetri, annesso ad una sferadi vetro o di ferro D, che tiene allaparte superiore un pezzo di tubo che vaad un bacino G. Due robinetti F C sonoposti uno al di sotto, 1’ altro al di sopradella sfera medesima, ed un tubo II I, fis-sato lateral mante alla parte superiore diquello A B, và al piatto che sostiene lacampana in cui si vuol fare il vuoto. Ilmodo di far agire questa macchina è assaisemplice bastando chiudere il robinetto Ced aprire quello F, quindi riempire dimercurio la sfera D. Chiuso allora ilrobinetto F ed aperto quello C il liquidoscende nel vaso B, obbligando una partedell’ aria che è nella campana I a prende-re il suo posto nella sfera D. Chiudesiallora il robinetto C ed apertosi quello Fsi versa il mercurio del vaso B in G perriempire nuovamente la sfera D. Alter-nando queste operazioni si vede che levasiper ogni volta una quantità di aria ugualeal volume della sfera D, e di tensioneuguale a quella che resta nella campana I.Una specie di pozzetto E fa che si possalevare il vaso B per raccogliere il mer-curio discesovi e versarlo in G. Questamacchina è certamente assai semplice, edha il vantaggio che le dispersioni sonopiù difficili, evitandosi quelle degli stan-tuffi e delle valvule, che certo sono benlungi dall’ essere indifferenti ; ma convieneconfessare che 1’ uso ne è molto inco-modo, e per 1’ obbligo di maneggiareuna massa di mercurio piuttosto conside-revole e di portarla da B in G tante voltequante sarebbero le corse che si dovreb-bero fare in una tromba che avesse la ca-pacità della sfera D per ottenere un datogrado di vuoto.

Osserva l 1 inventore potersi con que-sta semplice macchina facilmente c t'igo-

Maccuwa

rosamente determinare in volumi di ariail volume dei corpi, ed usare di questosemplicissimo mezzo per avere il pesospecifico di tutte quelle sostanze che nonsi possono immergere in nessun liquido ;il che può essere per alcuni fisici e natu-ralisti di molta importanza e curiosità.

Di fatti alcune curiose produzioni delregno vegetale, certi ammirabili lavori d’in-setti, tante sostanze esilissime, le più fineproduzioni delle arti e dei mestieri, la cuieleganza consiste nella loro squisita deli-catezza, meritano sotto questo punto divista qualche attenzione, oltre tutte quellematerie saline delle quali non si può co-noscere il peso specifico per la loro solu-bilità. Newton e Muschembroech tanta-runo di occuparsene ; Kirwan vi si provòinutilmente, e Brisson del pari ; altri che(lattarono del peso specifico, come Gc-thaldus, B. Martin e Davies non ne par-lano affatto. Ilauy usò de’ mezzi cono-sciuti con più intelligenza, ed Ilassenfralznon fece che sostituire all’ acqua od all’ o-lio il mercurio, il quale non aderisce allasuperficie de’ corpi.

La capacità’ della sfera D si desumerigorosamente dal peso del mercurio cheoccorre a riempirla. La capacità della cam-pana, dietro quella della sfera resta deter-minata dalla prima scarica di mercurio,imperciocché l’elevazione di questo, para-gonata con 1’ altezza barometrica, è in ra-gione reciproca delle due capacità prese in-sieme. In conseguenza conosciute le duecapacità della campana, prima e dopod’ avervi introdotto un corpo, la loro dif-ferenza determina il volume del medesimocorpo.

Sia v il volume di aria nella sfera Z>,ossia la sua capacità ; supponiamo a 1’ al-tezza della colonna barometrica, a l’al-tezza cui si sostiene il mercurio, sottrat-tovi il volume v di aria, a" la seconda al-tezza del mercurio dopo introdotto il