3q3 Macciiine
caduta, sia uguale al contrappesi* che deesollevare il galleggiante moltiplicato perl’altezza cui venne innalzato. Ad ognioscillazione quest’ acqua si scaricherà albasso della caduta. Converrà aggiugnerviuna certa quantità di acqua per vinceregli attriti e la somma di queste due quan-tità forma il consumo totale di quest’acquamotrice. Yedesi adunque che per conti-nuare l’azione della macchina basta solle-vare la valvula anulare sul finire di ognicorsa ascendente del galleggiante e tenerlaaperta per un tempo sufficiente, affinchèversi la quantità di acqua necessaria aconservare l’ampiezza delle oscillazioni.
E facile sollevare questa valvula al mo-mento che si conviene mediante un galleg-giante particolare che la innalzi quando1’ acqua è giunta ad un certo livello, e lalasci ricadere qualche tempo dopo il prin-cipio della oscillazione discendente.
Si vede potersi fare in guisa che 1’ ef-fetto utile del galleggiante motore, quellocioè destinato a far agire un meccanismoqualunque, abbia luogo solo quando eglidiscende, oppure soltanto quando ascende,od anche fargli vincere una resistenza metàminore, e questa tanto nella discesa chenella salita. La durata di un’ oscillazionedipende dalla lunghezza del tubo a si-tane, e dalla relazione che vi ha fra il dia-metro della parte verticale e quello dellaparte orizzontale, e variando questi ele-menti si potrà dare alla corsa di va e vieniquel periodo che si conviene all’ effettoutile da prodursi ed alla quantità di forzache la caduta di acqua permette di adope-rare. Se il livello della sorgente motrice odel canale di scarico è variabile, sarà facileavervi riguardo rialzando la parte superio-re del tubo ? foggiata a guisa di chiavicacilindrica sulla quale poggia la valvulaanulare.
Tale si è il principio della macchinaidraulica motrice proposta da Caligny, che
presenta qualche analogia con le macchinea colonna d’acqua e con quelle a vapore,producendo come esse un moto rettilineoalternativo.
E condizione essenziale pel buon effettodegli apparati di questo genere che quelleparti le quali hanno un moto alternativo,scemino di velocità con gradazioni insensi-bili alla fine d’ogni periodo di movimento,per acquistare poscia una velocità in sensoopposto. Se nou si soddisfa a questa con-dizione la macchina viene ben presto di-strutta dai colpi che riproduconsi periodi-camente ad intervalli molto vicini. Perciònella macchina a vapore a semplice effettoottiensi nella corsa discendente una velo-cità dello stantuffo che gradatamente de-cresce fino a rendersi nulla, regolando con-venientemeute la parte della corsa durantela quale si introduce nel cilindro il vaporedella caldaia ; nella corsa ascendente di-struggesi gradatamente la velocità chiu-dendo la valvula di equilibrio prima chequesta corsa sia interamente compiuta, co-sicché la pressione del vapore crescendoa misura che scema il volume di esso, ral-lenta insensibilmente ed estingue la velo-cità. Nelle macchine a colonna d’ acqua,dove questi mezzi più non sono applica-bili, a motivo della poca compressibilitàdell’ acqua vi si supplisce scemando dimolto la velocità media degli stantuffi edaprendo e chiudendo con molta lentezzai passaggi pei quali entra ed esce 1’ acquamotrice. Chiaro è tuttavia non aversi que-sto risultamento che a spese della forzamotrice, imperocché il ristringimento delleaperture che il liquido dee traversare ca-giona resistenze passive che possono para-gonarsi a quelle di un freno che si appli-casse esteriormente alla macchina la cuivelocità si volesse rallentare. Nell’ arieteidraulico le variazioni di velocità succedo-no in tempo brevissimo, massime quan-do sopprimesi il serbatoio di alia, ed è a