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la vendita all’ ingrosso delle derrate desti-nale al consumo giornaliero degli abitantidi Parigi . Recansi a quelli i mercanti dellacittà che comperano per rivendere nei lorofondaci o nei mercati al minuto, ed ivipure fanno le loro provvigioni i grandiconsumatori, come i pubblici stabilimenti,gli istituti di educazione, gli ostieri e quellitutti che provvedono grandi quantità digeneri, e che trovano quindi più il loroconto a comperare di prima mano che diseconda.
I mercati di approvvigionamento rie-scono utili altresì ai produttori ed ai mer-canti fuori della città, i quali avendo il lorodomicilio più o meno lontano, vi si recanoabitualmente ai tempi stabiliti dalla naturadei raccolti che preparano o acquistanonei mercati settimanali dei loro paesi o diquelli vicini. Con tanto maggior fiducia sidanno alle loro operazioni quanto che so-no sempre sicuri di trovare nei mercatiall’ indigrosso della capitale quel numeroe quella specie di compratori che loro me-glio convengono, vale a dire, quelli chepossono comperare tutto o parte di ciòche recano. Questi mercati presentanoloro anche il vantaggio di valutare al giu-sto i bisogni del consumo e di regolare inconseguenza le loro spedizioni.
Ivi gli acquisti e le compere si fanno apronti contanti, e 1’ amministrazione invi-gila tulte le operazioni, per guarentire tan-to il produttore quanto il consumatoredalle astuzie della mala fede e del mono-polio.
Le derrate acquistate nei mercati di ap-provvigionamento, vendonsi poi nei mer-cati al minuto a piccole quantità per volta,secondo i giornalieri bisogni degli abitanti.In questi mercati per lo più ciascun mer-cante non vende che una sola qualità dimerci, ma vi si trova la unione di tutte quel-le che servono al nutrimento della popola-zione, relativamente ai bisogni della contra-
Mercìto
da in cui è posto il mercato, e questi sonocosì ben conosciuti che trovano sempre diche soddisfarsi, a meno che gli arrivi nonsieno stati sospesi o inceppati per le in-temperie della stagione.
Alcuni sopravveglianti, detti fattori, no-minati dal prefetto di polizia, sono stabilitisui mercati di approvvigionamento per ri-cevere le merci che vengono loro conse-gnale, farne la vendita e consegnarne ilprezzo agli approvvigionatoli. Il numero diquesti è limitato a norma dei bisogni, eprestano cauzione ad oggetto di rendereimpossibile ogni frode per loro parte. Nonpossono fare eglino stessi il commerciodelle mercanzie, la cui vendita viene loroattribuita. Questi fattori, evitando agli ap-provvigionatovi la briga di occuparsi deiparticolari della vendita, lasciano così lorotutto il tempo necessario per occuparsi deinuovi approvvigionamenti, per farli giu-gnere a tempo sui mercati. La istituzionedi questi fattori è molto antica e rese ser-vigi reali all’approvvigionamento della ca-pitale.
Il prodotto delle rendite annue che sifanno nei mercati di Parigi è considerevo-le, e può valutarsi ad una somma di circa84,15g,654 franchi pei mercati di approv-vigionamento. Questi mercati rendono al-l’amministrazione un prodotto di 1800franchi. Nei mercati all’ indigrosso la cittàriscuote una tassa sul prezzo delle mercan-zie vendute col mezzo dei fattori, comeabbiamo detto. In quelli al minuto la cittàriscuote una tassa pel fitto dei posti. Inalcuni queste tasse sono cedute ad impren-ditori che pagano un tanto fisso •, in altrivengono scosse immediatamente dalla am-ministrazione.
Ci siamo estesi alquanto sui mercati diParigi , perciò che questa città presentajstudii interessanti relativi a questa parteimportante della politica economia: in ge-nerale può dirsi pur troppo che imercati