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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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62 Mercuriale

tutto con l’uso delle praterie arlifiziali. Delresto, come già si è (letto, i soli campi vi-cini ai villaggi e quelli che si trovano me-glio concimati, offrono questa pianta inquantità eccessiva.

La mercuriale vivace (mercurialis pe-rennis) cresce nei boschi umidi, fra le siepied in altri luoghi ombreggiati. Questa èuna delle prime piante, che apparisconoin primavera, e copre alle volte spaziiestesissimi che osservabili si rendono per1’ amena loro verdura. Questa circostanzaimpegnare dovrebbe a collocarla fra i mac-chioni dei giardini paesisti, ove servirebbea rallegrare e togliere la monotonia, in unastagione in cui spogli sono per anco. Faci-lissima è la sua riproduzione dai semi, odalle pianticelle con radici, che si raccol-gono nei boschi, e che si spargono e sipiantano nei luoghi indicati.

Questa pianta è rifiutata da tutti i be-stiami, e cagiona vomiti, ed anche convul-sioni a quelli che ne mangiano.

In Germania fino dal passato secolo,Vogler aveva tentato di impiegare la mer-curiale vivace per averne tinte azzurre,ma senza risultamenti troppo favorevoli,poiché non si proseguirono le esperienzesu tale argomento. Recentemente Delille,di Montpellier , riprese questi tentativi conuna specie analoga di mercuriale che cre-sce copiosamente nella Francia meridiona-le , lungo le sponde degli argini, in luoghibassi, ed è la mercurialìs tomentosa. Ilmetodo cui si attenne fu assolutamentelo stesso che seguesi pel tornasole (crotontinctorium), per tingere le cosi dette pez-zette da tintore : fece quindi pestare l’erbadella mercuriale, quindi ne spremette ilsucco con forte pressione, bagnò con essoi pezzi di tela e gli stese sopra letame cal-do recente. Trattò finalmente questi pezzidi tela con urina nel modo solito, riuscen-do belli come se fossero stali tinti col tor-nasole. (Bosc — Disgi.er.)

Mercurio

Mercuriale. Dicesi di ciò che ha rela-zione col mercurio, che ne contiene o chedipende da esso.

(Alberti.)

MERCURIFICAZIONE. Gli alchimi-sti chiamavano con questo nome una ope-razione, con la quale credevano poter ri-durre i metalli in un liquido scorrevole,pesante, opaco e lucido, simile al mercu-rio, o, a dir meglio, con la quale estrae-vano il mercurio dai metalli, e lo ottene-vano nella forma sua naturale.

(Riccardo Phillips.)

MERCURIO . Non si sa a qual epocarisalga la scoperta di questo metallo. Ab-biamo detto nel Dizionario come formas-se 1’ oggetto di ricerche assidue degli al-chimisti, i quali, riguardandolo siccomeargento liquido, lo assoggettarono talvoltaall’ ebollizione per interi anni, ed anche,con loro grave pericolo, in vasi chiusi. Ben-ché di continuo ingannati nella loro aspet-tazione, tuttavia non si convincevano maiessere chimeriche le loro ricerche, e senzaperdere la speranza trovavano sempre ra-gioni cui attribuire la non riuscita delleloro sperienze. Le cominciavano centovolte, o, a dir meglio, per tutta la vita, loche mostra la pazienza non essere stata inessi minore della credulità. I chimici dap-poi, occupatisi. più di proposito di que-sto metallo studiarono molto accurata-mente le proprietà di esso e de’ suoi com-posti, ed è il frutto dei loro studii cheraccoglieremo in questo articolo, a com-pimento di quanto si disse in quello delDizionario.

Statistica. Si è ivi veduto in quali paesitrovinsi specialmente le miniere di questometallo, ma si accennarono solamente al-cuni dei paesi che più ne abbondano, equi dubbiamo parlare di varii altri che ivisi omisero, e principalmente delle miniereJdi Italia , siccome quelle che hanno per|noi più particolare interesse.