Meucubio
Fra i luoghi ivi citati, uno dei princi-pali si è Idria , città posta nel regno Illiri-co, nel circolo di Adsberg, undici leghedistante da Lubiana , dove si incontra ilcinabro negli schisti bituminosi subordinatial calcare, mesciuto ad argilla bituminosache gli dà un color bruno e talvolta anchenero. La scoperta di questa miniera si farisalire al 14 9 7 -
L’altra di Almaden, borgata di Spagna ,18 leghe distante da Ciudad Reai, presentapure del cinabro che vi si incontra nelgres di carbon fossile o piuttosto nel gresrosso che ne fa parte. La miniera d’Alma-den eia nota ai Romani e forniva alloracirca dieci migliaia di cinabro greggio cheveniva trasportato a Roma per esservi ado-perato come colore. Le miniere di quelpaese ora sono di proprietà de’ banchieriRothschild ed Aguado e sono ricchissime ;ma non danno que’ copiosi prodotti chepotrebbero per iscarsezza di lavoratori.
Nel Ducato dei due Ponti, posto nel cir-colo del Reno , il cinabro trovasi nei por-fidi soggiacenti. Incontrasi pure il cinabroin Francia nel dipartimento di Mont-Ton-nere, fra Wolsslein e Kreutznach, ed inUngheria presso Schemnitz e Dombravvas.Da lungo tempo scavansi miniere di mer-curio nella Cina ed al Giappone , e. quan-tunque non se ne conosca il prodotto,tutto induce a credere che sieno moltoconsiderevoli. Una ve ne ha pure nel Chili,ed una a Iluancavelica.
Malgrado queste varie miniere il mer-curio è divenuto assai raro donde ne se-gue che la maggior parte delle miniered’ oro e d’ argento dell’ America meri-dionale non può essere posta a frutto,giacché il mercurio è il principale neces-sario ingrediente, col quale si ottiene laseparazione dell’ argento e dell’ oro dalrame e dal piombo. Per conseguenza ilmercurio in quattro anni era cresciuto ildoppio nel suo valore, mentre pagavasi
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in Livorno nel i 835 tre lire alla libbra,e nel i85g costava pressoché lire sei.Considerassi adunque di glande impor-tanza il ritrovamento di una miniera dimercurio in Toscana .
Il sovrano cui sono commesse le sortidi essa, sapendo esistere alcuni indizii diquesto prezioso minerale tanto a Selve-na, al piede di Monte Annata, quanto al-le Levigliane, vicino a Seravezza , vollefarsi certo, se quella poteva essere unanuova sorgente d’ industria nazionale, ese fosse possibile riattivare quelle miniere,specialmente quella di Selvena , della qualegià da mezzo secolo prima s’ era tentata1’ attivazione dal duca Cesarmi, e poi permancanza di uomini, di cognizioni oppor-tune, e per difetto di non saper costruirei fornelli, fu abbandonata.
Venne a questo effetto mandato sopraluogo Vincenzo Piccolomini di Siena , as-sai istrutto nella mineralogia, e nelle scien-ze fisiche e geografiche versatissimo. I ri-sultamenti dell’ inspezione furono felicis-simi come vedremo.
Trovossi che la formazione di Leviglia-ne riposa sopra un’ arenaria ed uno schislocorrispondente all’ arenaria rossa : segueposcia un grande banco di schislo car-bonizzato, bituminoso, indi subentrano glischisti argillosi, ora micacei, ora talcosi,che contengono il mercurio, tanto nellostato nativo, quanto solfurato, ossia cina-bro. Finalmente, la formazione è coperta«dai calcari secondarii e dolomitici, comepure si vede ad Idria nella Carniola . Laminiera poi di Selvena ha la stessa corri-spondenza di caratteri geologici, tanto cheper amendue si ebbe ragione di credereche potessero corrispondere ne’ prodottialle altre più celebri miniere di Europa ,purché le escavazioni fossero giudiziosa-mente dirette e portate sui banchi piùimportanti.
L’esito corrispose di fatto pienamente