Mercurio Mercurio 8i
una lenla circolazione di rapoii, attraver-'no 1’ andamento «lei fumo, ciò non ostan-so del vaso refrigerante. Dopo essere pus-ite, 1 ’ alla temperatura che vi ha in tuttasali da una camera in l’altra i vapori sfug-T altezza del forno propriamente detto, vigono in fine nell’ atmosfera, col mezzo di dà un impulso che si comunica agli strati
cammi sovrapposti.
Il suolo delle camere ò inclinato, inmodo che il mercurio possa scorrere in unbacino di ricevimento, posto al di fuori diciascuna di esse. Si è da questo bacino,che viene levato per metterlo in canalettiche lo trasportano verso la camera a mer-curio. Il metallo è ivi ricevuto in un ba-cino di porfido donde lo si estrae per im-ballarlo.
Si caricano i pezzi più grossi sulla prima volta, riservandovi vani pel passaggiodella fiamma. I più grossi di questi pezzisono disposti nella parte inferiore ; i piùpiccoli verso 1’ alto, a un dipresso comenelle cariche delle fornaci da calce.
La seconda volta è destinala pei mine-rali minuti. Questi vengono posti entrociotole di terra cotta, del diametro di 27
centimetri sopra 1 5,5 di profondità : sipongono queste ciotole le une sulle altre,avendo cura di mettere al basso quelleche contengono i frammenti minuti e inocciuoli rimasti sul crivello. Le ciotoleche contengono lo schlieh si dispongonoverso l’alto.
La terza volta è caricata per intero diciotole piene di schlich, anche nei con-dotti inclinati, che trasportano i vaporinella prima camera di distillazione 5 perònon vi subiscono sempre una distillazionecompleta.
Fattasi la carica, e chiuse e lutate tuttele aperture, si fa un fuoco vivo alimen-tato con legno di faggio. Si innalza poco apoco il calore fino al rosso ciliegio e si man-tiene a questo grado. L’ operazione duradieci o dodici ore. La corrente è viva, ciòche dipende dalla forma del forno ; poiché,quantunque i lunghi circuiti che eseguiscenelle camere di condensazione, imbarazzi-Stippl. Dii. 'Tccn. T. XXIII.
successivi. Questa corrente rapida è ne-cessaria, per condurre nel forno 1’ aria chedee torrefare il solfuro di mercurio. Que-sto viene sviluppato dal minerale col ca-lore, sotto forma di vapori che sono con-vertili di inano in mano in gas solforosoed in mercurio metallico. Tutti i prodottidella combustione passano nelle camere dicondensazione. Il mercurio vi depone nel-lo stesso tempo delle fuliggini mercuria-li, che contengono ilei cinabro e del mer-curio mollo diviso. Il metallo scorre neibacini.
Il forno è abbandonato a sé stesso percinque o sei giorni. Quando è raffreddato,si scarica, si ripara al bisogno, e si proce-de ad una nuova operazione. Ogni fornonon serve che una volta per settimana.
La spazzatura delle camere di conden-
sazione è un’ operazione assai incomoda efaticosa. Gli operai che vi sono impiegaticonsumano due ore a staccare dai muri,con le scope, la polvere mercuriale chevi si è condensata. Il contatto di questomercurio molto diviso con la pelle o colpolmone, e 1’ assorbimento che ha luo-go, non tardano a determinare la saliva-zione e più lardi i sintomi nervosi checaratterizzano le affezioni mercuriali. Di-versi operai d’ Idria sono affetti da tremito mercuriale.
Gli abitanti d’Idria perdono i loro dentiper tempo, ma si crede che questa circo-stanza sia indipendente dal trattamentodel mercurio.
Ogni forno riceve 2Òo a 5 oo quintalidi minerale tanto grosso che minuto od al-o stato di schlich. Si aggiunge ad ognicarica una proporzione di spazzature deimagazzini. La quantità varia molto secon-do lo circostanze, là almeno di 5 a !\
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