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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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8a Mercurio

quintali, ed al più di i 5 quintali. Si con-sumano da g ad 11 metri cubici di legnadi faggio.

Quattro forni o due apparati doppi,bastano per una produzione annua di 5 oou

Minerale impiegato ....

Mercurio ottenuto ....

Legna di faggio consumata.

Oppure anche :

Mercurio ottenuto ....

Minerale.

Legna consumata o,g 63 , m. c. =:

Per paragonare questi numeri con quelliriferiti più sopra relativi alle ollicine delPalatinato , non bisogna considerare il mer-curio ottenuto, ma bensì lo stesso mine-rale. Le ricchezze sono troppo diverseperchè il confronto possa stabilirsi altri-menti. Partendo da questa base, si trovache la distillazione di ogni chilogramma diminerale, esige i 5 oo calorie nelle offici-ne del Palatinato e 1112 calorie solamen-te ad Idria.

Quantunque 1 ’ economia sia considere-vole, non è però in relazione con ciòche prometteva la buona intelligenza delmetodo messo in opera ad Idria. Ma bi-sogna considerare che l’imperfezione delmetodo distillatorio del Palatinato , è inparte compensata dalla continuità del suoandamento. E certo che se il metodo diIdria fosse continuo, il combustibile con-sumato si troverebbe, per ciò solo, ridottoa metà o ad un terzo della quantità richie-sta da un forno intermittente.

Non vedesi che cosa possa opporsi allacontinuità dell’ operazione. La torrefazio-ne del solfuro di mercurio è facilissima,poiché si volatilizza e va a cercare 1’ ariache gli occorre. Basterà dunque dare alforno la forma delle fornaci da calce conti-nui, caricare i minerali grossi in pezzi dellagrossezza conveniente e formare coi minuti

Mercurio

quintali di mercurio ; il minerale rende atermine medio 8 per 100.

Ileron de Villelbsse dà il conto dell’an-no 1812 come segue :

56,686 quintali.

4,832 id.

2,340 metri cubici.

100 chilogrammi.

1173 id.

433 chilogrammi ;= i, 3 o 5 ,ooo calorie.

o con lo schlich delle masse che si po-tranno rendere abbastanza consistenti con1 ’ aggiunta di una sostanza argillosa. Bi-sognerebbe per verità, moltiplicare le ca-mere di condensazione ; ma un solo for-no potrebbe disporre delle camere chefanno il servizio di due forni uniti, edinoltre dirigendo i vapori in un solo sen-so, si potrebbe farli passare per 24 cameredi condensazione successive, ciò che do-vrebbe bastare per l’intera liquefazione delmercurio.

Con modificazioni dirette in questo sen-so, il sistema de’ forni d’ Idria può essereconsiderato come il migliore di tutti.

In diversi paesi iutroducesi il mercurioin grandi bottiglie di ferro battuto chiusecon turacciolo a vite, e così se lo pone incommercio. Quello che viene dalla Spagna è rinchiuso in otri di pelle di castrato adue o tre doppii.

Depurazione. La purezza e nettezza delmercurio si riconoscono da vari caratteriche gioverà qui accennare. Dee avere unasuperficie splendente quasi come quelladell’argento, scevra da ogni pellicola o ma-teria polverosa, e serbarsi tale versandoloripetutamente da un vaso nell’ altro o agi-tandolo vivamente in un tubo od in unaboccia ben netti, senza attaccarsi meno-mamente alle pareti, uè deporvi alcuna