niente e si usa quale purgativo ed antisi-Glitico, essendo tenuto specialmente in fa-vore degli Inglesi, degli Americani e daiTedeschi , che vi ricorrono con grandefrequenza. Si somministra nella dose dai5 grani fino a tre dramme ed anche più.L’ azione decomponente che hanno su diesso i cloruri e gli alcali ed il mutarne chefanno una parte in deutocloruro destaro-no recentemente timori intorno all’ usointerrio di esso nella medicina, il che peròci limitiamo ad accennare, non essendo ar-gomento da trattarsi in questa opera.
Deulocloruro. Il mezzo più semplicedi preparare questo composto si è quellodi sciogliere immediatamente il perossidodi mercurio nell’ acido idroclorico. Si puòottenerlo altresì facendo digerire con alco-le un miscuglio di solfato di mercurio edi sale marino, rimanendo if dèotoclorurosciolto nell’ alcole. Questo metodo è peròdifettoso, attesoché 1’ alcole scioglie ancheil sale marino che vi ha in eccesso. Sef-strom insegua il modo facile che segue perpreparare il deutocloruro. Preparasi unasoluzione concentrata e bollente di proto-nitrato di mercurio, c vi si versa dell’ aci-do idroclorico finché più non vi producaprecipitato. Aggiugnesi quindi una quan-tità di acido idroclorico uguale a quellausata per operare la precipitazione, e sifa bollire il miscuglio, col che il precipita-to poco a poco sciogliesi nuovamente, equando poi il liquore si raffredda deponesiil deutocloruro di mercurio in bei cristalli.
La migliore maniera di preparare que-sto sale più conosciuto in commercio colnome di sublimato corrosivo , è però quel-la che venne indicata per esteso all’ artico-lo Cj.oruro del Dizionario (T. IV, pagi-na 333) al quale due sole note abbiamoad aggiugnere. Si riferisce la prima al sag-gio del solfato, pel quale si è ivi suggerito1’ uso della potassa, e che si ottiene piùfàcilmente stemperando alcune particelle
del solfato con acqua satura di sale mari-no : se sciogliesi tutto si può essere certiche si compone di deutossido puro, chese in vece lascia un deposito bianco ed in-solubile nell’acqua se ne deduce averviuna quantità più 'o meno grande di pro-tosolfato. La seconda nota è relativa alladifficoltà ivi notala di regolare il fuoco op-portunemente, a che giova osservare po-tersi giugnere più facilmente adoperandola torba invece che la legna.
Il deutocloruro di mercurio preparatocon uno dei metodi precedentemente in-dicati, quando è puro presenta i seguenticaratteri. i.° Il suo colore è di un biancomeno, candido di quello del protocloruroed analogo piuttosto a quello della seta ;il sapore ne è stitico'e spiacevolissimo. Epiù volatile del protocloruro, e quando èassoggettato al calore in un matraccio sifonde, bolle e si sublima, formando aghiprismatici, quadrilateri ed appiattiti. Si ègià detto negli articoli del Dizionario comesia solubile nell’ acqua : in vero ioo partidi questa alla temperatura ordinaria nesciolgono 7,5 e secondo altri occorrono16 parti di acqua fredda per iscioglierneuna di deutocloruro. Generalmente ritiensiche 3 parti di acqua bollente bastino ascioglierne una di sublimato corrosivo, main un articolo di II. Gaultier de Clanbrytroviamo in vece indicato che occorronoioo parti di acqua bollente per iscioglier-ne 15, locchè darebbe 6 parti e 2/3 diacqua per una del sale. Crediamo certa-mente che v’ abbia in ciò qualche errore,poiché troviamo concordi Thenard, Ber-zelio e Dumas , nello stabilire di 5 ad unola proporzione di acqua bollente che oc-corre a sciogliere il sale. Una soluzionecalda e saturala di questo sale cristallizzain massa confusa col raffreddamento, men-tre in vece una soluzione, la quale non necontenga che un ottavo o un decimo ilei suopeso, cristallizza in begli aghi anidri, lucidi