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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Mehino

tempi pessimi fo raddoppiare la porzione.Le patate allettate o acciaccate con la ma-cina da sidro, sono un cibo ottimo, so-pratutto in primavera, per le pecore lat-tanti. I navoni, così vantati in Inghilterra,giovano pochissimo negli Stati-Uniti . Ciriesce troppo difficile, durante i rigidi ver-ni, di conservarli, cosi dentro che fuor delterreno, e quanto al farli consumare neicampi, io avviso, benché non 1’ abbia spe-rimentato io medesimo, che ciò sarebbepiù dannoso che proficuo alla greggia.Si può nutrire ottimamente una greggiadurante il verno, dandole soltanto delfieno, purché sia buono, sano ed in quan-tità sufficiente. Se il gregge è piccolo, ese i pascoli e prati sono buoni e vastiabbastanza, la greggia si potrà mantene-re in buon essere. E vero tuttavia cheun cibo copioso somministrato nella grep-pia durante il verno, è una ben intesa eco-nomia, com’ è in agricoltura la spesa d’unaconcimazione copiosa e d’ un lavoro fre-quente in un campo naturalmente pocofecondo ; imperciocché non v’ ha dubbioche si ritrae largo compenso delle spese edelle cure postevi, mercè 1’ incrementodel prodotto di lana ed agnelli ; ed inoltresi gode del vantaggio d’avere la greggia inbuon essere. Ognuno sa inoltre che cosìprocedendo si può sopra la medesimaestensione di terreno, con poco maggiorespesa, nutrire un numero d’ ovini quattroo cinque volte maggiore di quello che sipotrebbe sostentare con solo fieno e pa-scoli 5 al che si aggiunge che, giusta l’anticamaniera di nutrire le pecore nel verno colfieno soltanto, vanno soggette a molte epiù frequenti infermità, che attenendosi ainuovi modi di governo. In vero xoo acridi buoni pascoli bastano a nutrire 4ooovini dalla metà di primavera fino ai primigeli, e per nutrirli durante il verno, inve-ce d’ una grande estensione di prati chesarebbe necessaria per alimentarli con solo

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fieno, bastano alcuni prati naturali, e qual-che prateria artificiale per guernire la ra-strelliera, ed i campi necessarii per forniredi che provvedere alla mangiatoia.

» Per somministrare il foraggio allagreggia, durante il verno, in modo con-veniente e senza che ne sprechino, è duo-po fare un gran parco in un terreno sanoed asciutto. Vi s’ innalzerà dalla partesettentrionale una tettoia di paglia, chiu-sa al norie ed aperta dalle tre altre parti.Dovrà questa tettoia essere lunga e lar-ga abbastanza per coprire e riparar benele rastrelliere e le mangiatoie, e per te-nere pur coperti e riparati gli ovini ada-giativisi. Oltre alla porticina particolare«lei pastore, saravvi per entrare sotto latettoia un varco di sette od otto piedi,chiuso soltanto con una spranga posta-vi attraverso all’ altezza di tre piedi, sot-to la quale gli ovini possano liberamen-te passare, ma non i cavalli nè le vacche.Ognora che piova o nevichi si dovrà porrenel chiuso un nuovo letto di paglia. Latettoia sarà ripulita ogni quindici giorni, eil letto rinnovato.

» Nei luoghi lontani dal mare, ove nonsentesi l’influenza dell’ acque salse, è ne-cessario, due volte almeno per settima-na, sì d’ inverno che d’ estate, dare il saleal bestiame, valendosi per quest’ uopo ditruogoli o di pietre piatte, espressamente aciò destinate.

» U cibo verde e fresco somministra-to fin dal principio di primavera è gio-vevolissimo, sì alle pecore le quali hannofigliato, che agli agnelli. Seminando pertempo la segala in un campo destinato alpascolo, durante il verno vi si potrannosegare alcuni buoni pasti ; la primaverafino al 20 di aprile vi si potrà porre lagreggia al pascolo ; e se la stagione è pro-pizia, si potrà ancora ricavarne un discretoraccolto di grani.

» Farebbe buon prò l'avere in vicinanza