vedi anno magl i e come infermi. Gli ovininon campano lunga vita ; crescono pre-sto, ma presto pure declinano ; tuttoché\ i siano pecore che figliano ancora al-1’ età di dodici a tredici anni, che è assairaro caso. Il punto della tosatura è quel-lo in cui si dee procedere alla visitapiù attenta e generale, per classificareogni animale, e dargli la debita destinazio-ne. Il padrone medesimo del gregge deeallora scegliere e segnare i capi che vuolserbare per la propagazione, quelli che de-stina all’ ingrassamento, e quelli che vuolevendere in autunno o durante il verno.Nè solo ai giovani capi dovrà badare, mabensì esaminare molto accuratamente lapelle e i denti delle sue pecore da porta-ta, e segnare pel macello tutte quelle chehanno i denti logori, o arida la pelle.L’ agnello nascendo ha la mascella infe-riore guernila di otto denti un po’ acutiche si chiamano denti del latte. Sa ognunoche nella mascella superiore degli ovini nonispuntano mai denti. All’ età d’ un anno idue denti del latte dinanzi o di mezzo,cadono, e sol (entrano loro due altri deutipiù larghi. Il secondo anno, cadono altridue denti del latte a lato dì quelli cadutinell’anno precedente, e spuntano in luogoloro altri due larghi denti ; il terzo annocadono di bel nuovo da ciascuna pai te duealtri denti da latte, surrogati egualmenteda due denti larghi ; il quarto anno final-mente cadono i due residui denti da latte,e provengono in luogo loro due nuovidenti larghi; sicché al quinto anno la boccadell’ ovino è piena, come si suol dire, odha chiuso, avendo cangiato tutti i denti.
Ma giunto il sesto anno, i denti nuovicominciano a logorarsi sul davanti, sicchénel settimo si veggono divenuti più corti,e taluni anche distrutti fino alle gengive.Allora l’animale comincia a non poterbrucare l’erba dei prati così facilmente nèpresto come dianzi ; e lentamente eziandioSappi Bit. Tecn. T. XXIII.
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prende il suo cibo nella rastrelliera e nellamangiatoia : vedesi quindi intristire e in-debolirsi ; e gli altri ovini più giovanie rigogliosi lo percuotono e mangiansi leerbe migliori. E adunque male serbareun animale in così svantaggiose condi-zioni, tanto più che al rinnovellamentoper propagazione di questa fatta di be-stiame non si richiede maggior tempo chea quello delle galline. Con le debite cure,il gregge andrà crescendo così presto, chenon si saprà se delibatisi uccidere le agnel-le o pecore, e in quale proporzione deb-bansi serbare i castrali. Tengasi adunqueper regola generale di non tosare un ani-male più di sei volte, tranne che qualcheparticolare qualità non induca a serbarloper più lungo tempo.
» Il miglior punto per la tosatura, permia propria esperienza, avviso che sia allametà di maggio. E pericoloso pegli ani-mali venire privali dei loro velli più pre-sto. Se mai sopravvenisse subito dopo latosatura una di quelle pioggie fredde checadono sul principio di primavera, moltebestie perirebbero, perchè sono allora sen-sibilissime alle intemperie. Se dopo la tosa-tura sopravvengono giorni freddi e piovosi,l’unico riparo consiste nel tenere il greggeal coperto, finché una temperatura piùmite conceda di condurlo all’ aria aperta.
» E facile rinnovare in poco tempo lagregggia, vendendo i vecchi animali, e ser-bando i novelli, ai quali se diasi buono ecopioso cibo, la laua dell’armento riusciràmigliore e di maggior peso. Per avere lanascelta non è duopo cangiare affatto la raz-za ; basta fare la scelta de’ migliori ovini,e disfarsi degli altri. Al tempo della tosa-tura, si scorgono tutte le qualità e di-fetti dei. velli ; pel che allora appunto sidee fare la scelta definitiva di quelle bestieche si vuole serbare ; perchè qualunquesia 1’ apparenza d' un agnello quanto allaforma ed alla statura, della qualità della lana23