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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Mestiere

il caffè, riempiuta la tabacchiera, letto ilgiornale, gli appartamenti della casa chesorveglia senza prendersene troppa curacompongono tutto il suo universo, e 1’ ine-sauribile testo della feconda sua glosa. Eglinon mette il piede sulla soglia che per es-sere testimonio di una contesa o vedere unreggimento a sfilare : non abbandona lasua sedia che per andarsene a letto: non sipone a desco che per gozzovigliare lungotempo ; non esce che per non tornare maipiù. Al portinaio può giustamente essereappropriata l’opinione di Cardano,il qualepensa che gli alberi vivano molti secoliappunto perchè sono immobili.

Ma le malattie non risparmiano neppu-re tal classe di gente : la tormentano daprincipio le scrofole, o ciò che volgarmentes’intitolano umori freddi scrofolosi. Posciala emicrania, la gastrite, le idropisie e loscirro al piloro in principalità, le oftalmie,i mali dei nervi, senz’ annoverare la para-lisi, i vapori, la noia. Lo scirro al piloroè la malattia di quelli che senza far alcunmoto mangiano molto e digeriscono male.

I sarti menano una vita sedentaria ,sono ammalaticci e vengono afflitti da fre-quenti malattie alla pelle, indigestioni edoppressione : talvolta anche dall’ etisia .Fanno malissimo a tenere le gambe in-crocicchiate e di lavorare accocolati, spe-cialmente nella stagione più calda dell’an-no, giacché quest’ uso li predispone agliincomodi emorroidali.

L’ arte dèi cucire, e molte altre occu-pazioni sedentarie ed a soggezione, nonconvengono in generale che alle personeche godono una facile respirazione, ottimadigestione, e pochi palpiti di cuore.

I calzolai ed i ciabattini dovrebberoastenersi da quelle frequenti compressionisullo epigastrio che dispongono in singo-iar guisa agli scirri del piloro ; ma avere,all’ opposto, 1’ attenzione di fasciare il cor-po con una cintura ben grossa fatta sul

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dinanzi a cuscino per potervi appoggiareil punterolo e la lesina.

Le persone che si son dedicate a’ lavoriminuti e difficili, pei quali richiedesi sommadiligenza ed una luce assai viva, comesarebbero i gioiellieri, gl’ intagliatori, gliorologiai , sono più soggette degli altrioperai alle oftalmie, alla cataratta, alla gottaserena, ed alla miopia. Sarà utile in tuttesiffatte congiunture, ed in quelle occasioniove esercitar si debbano gli occhi troppoassiduamente ad una luce sfacciata, di faruso di occhiali preservativi muniti di unabanderuola di color verde od azzurro.

Di tutte le abitudini l’immobilità èsenza dubbio quella che maggiormente èdannosa.

Un esercizio svariato non solo convienea tutti gli nomini in generale, ma sopram-modo poi a quelli che non hanno fatico-se faccende, nè un lavoro quotidiano.

Le persone sedentarie debbono agireprima del desinare per promuovere 1’ ap-petito; il dopo pranzo per la digestione, ela sera per conciliare il sonno: in qualun-que momento poi per procurarsi vigore esalute.

Ed, all’ opposto, occorrono distrazionipiacevoli e svariate per coloro che sonosoggetti a faticose occupazioni. L’istruirsiè fra tutte le distrazioni quella che meglioconviene all’ uomo laborioso e pensatore,poiché non lo affatica come gli spettacolie 1’ ebbrezza.

Il precetto che la scuola di Salerno eb-be ad insegnare aveva di mira gl’ Italiani od i popoli meridionali : Riposa dopo ilpranzo, cammina dopo cena; ma un simileconsiglio può soltanto convenire a queiclimi ove il calore del sole è così grande darendere impossibile nel corso del giornoun esercizio. In Napoli il passeggio nons’incomincia che sulla sera.

Le professioni del tornitore, del fale-gname, del giardiniere, del legnaiuolo, del