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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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534 Metallico

leroy. Questa invenzione per la qualechiese un privilegio esclusivo, è quelladi sostituire alle corde piatte di canapa odi fili di metallo tanto costose e pesantiper innalzare nei pozzi di estrazione gran-di botti piene di acqua o di carbon fos-sile, una striscia di ferro laminato, gua-rentito dalla ruggine, assicurando potereperfettamente servire per questa nuovaspecie di corde gli utensili ordinarli dellemacchine, ravvolgendosi esse senza diffi-coltà sugli ordinarli tamburi. Assicuravainoltre queste strisce di ferro costare i 5volte meno che le corde di canapa, ed es-sere altresì più leggere.

In appresso questa medesima idea ven-ne adottata dal fabbricatore di corde me-talliche Newall, di cui abbiamo parlatoin addietro, il quale osservò potersi questestrisce di ferro od anche d’ altro metallo,sostituire non solamente nelle miniere, maanche in tutti gli altri usi alle coregge ocorde piatte adoperate per sollevar pesi oper trasmettere movimenti, le quali si fa-cevano dapprima di canapa, di cuoio, difili di ferro o di catene. Imaginò pure loNewall il modo migliore di fare questanuova specie di corde, e lo riferiremo conle stesse di lui parole.

Suggerisce il Newall di fare queste cor-de piatte, assoggettando un pezzo di ferroo di altro metallo di buona qualità ad unpassaggio per l’orifizio rettangolare di unafiliera di acciaio temperato, allo stesso mo-do come si passano per trafila i tubi cavidi ferro od i fili metallici. Preferisce a talfine il ferro lavorato a carboue di legno estirato alla forma di spranga rotonda, diun peso e di una dimensione corrispon-denti alla qualità della corda piatta che sivuol fabbricare. La filiera onde egli siserve si vede rappresentata in alzata da uncapo, in pianta, in alzata anteriore ed insezione nelle fig. 8, 9, io e 11 della Ta-vola LXXXVI delle Arti meccaniche ;

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a ne è la base, b b un cappello, nell’ allodel quale passa la vite c, che serve a re-golare la grandezza verticale della sezionedell’ orifizio che lasciano fra loro i guan-cialetti d' d z , la lunghezza di questa sezio-ne potendosi regolare mutando questiguancialetti in quelli d 3 d\. Questi ultimisono anche fatti di varie grossezze peradattarsi ai varii oggetti che si voglionofare, ed il Newall raccomanda di propor-zionarli in modo che le quattro facce delpezzo di metallo riescano bene squadratee stirate nello stesso tempo.

E cosa molto importante d’introdurrela spranga di metallo su cui vuoisi opera-re ben diritta nella filiera, e perpendico-larmente agli spigoli dei guancialetti : iguancialetti ri 3 di sono più grossi allaestremità che alla apertura della filiera, inguisa che non possono esservi trascinali aforza, durante il passaggio : questa filieraè fissata con chiavarde a vite sopra unbanco.

Essendo molto difficile fare del ferrorotondo di una certa lunghezza, bisogneràprima stirarlo a caldo, e siccome in questaoperazione, il metallo s’incrudisce, cosìbisogna farlo ricuocere riscaldandolo iuun forno dopo averlo spogliato dell’ ossi-do, mediante 1’ acido solforico diluito, ocon qualsiasi altro mezzo ordinario, lami-nandolo poscia quando è freddo.

Allorché si abbia bisogno di una cordamolto lunga, sarà necessario o per lo me-no può essere molto comodo, di riba-dire due o più strisele di ferro laminato.La maniera di fare questa unione è digrande importanza. Nelle figure 1 2 e 1 3rappresentansi due maniere di fare questegiunture, non essendo da ammettersi quel-la della fig. 14. Il taglio e la bullettaturadelle cime sono assai preferibili alla salda-tura a forte, od alla bollitura, attesoché1’ azione del martello dà al metallo unacrudezza che nessuna rieuocilura può