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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallico

togliergli, quando si vuol rendere alla partebattuta in tal guisa la stessa resistenza cheaveva dapprima ; nella saldatura a forteinvece la unione dei due metalli non è ab-bastanza perfetta per potervisi abbastanzafidare.

Le strisce di lamierino quando sono diferro possono variar di grossezza da i, 5fino a G millimetri, e ricevere una larghez-za proporzionata alla resistenza che devo-no presentare.

Newall assicura che le eorde fatte inquesta maniera posseggono maggior resi-stenza e durata di quelle fatte di canapao di altra materia e di ugual peso, e Botache volendo unire la maggior resistenzapossibile ad una estrema leggerezza, si puòusare 1’ acciaio invece del ferro. In alcuniluoghi, egli dice, dove il ferro corrodesicon grande prontezza si troverà forse piùvantaggioso di sostituire striscie di rame aquelle di acciaio o di ferro.

Per rendere ancor più perfette questespecie di funi, il Newall suggerisce di farlecombinando parecchie striscie strette diferro laminato, ed osserva che queste sa-rebbero utili particolarmente per le miniereprofonde ove avrebbero il vantaggio sullestriscie precedenti di un solo pezzo dioflrire maggior sicurezza in caso di un im-provvisa rottura onde presenta il pericoloP altra combinazione. Queste corde o co-regge in tal guisa perlezionate, compon-gonsi di striscie di metallo disposte le lineaccanto alle altre, e legate con traverse, aquel modo che si vede nella fig. 1 5. Atal fine adopera il Newall metalli passatiper la filiera dianzi descritta, o striscie diterrò laminato, avendo cura di sceglierequeste ultime esenti da fenditure, e per-fettamente diritte, raddrizzandone gli spi-goli, se occorre, con una forbice circolare.I pezzi onde compongonsi queste funi ocoregge dispongonsi I’ uno allato dell’ al-tro, e col mezzo di pesi e pulegge vengo-

Metallizzaziove 355

no tenuti ugualmente tesi fino a che vi siinchiodano le traverse, come in a, o si uni-scono le striscie, come in ù, quando l’unadi queste è finita. Le traverse possono es-sere lontane da o m ,6o a i m ,5o fra loro,e variano di larghezza e di grossezza, se-condo i casi. In generale si preferiscono legiunture a sovrapposizione e bullettature,come vedesi in c.

Finalmente suggerisce il Newall di farele corde o coregge legando striscie strettedi lamierino o fili metallici sopra un te-laio. Le striscie di lamierino formano l’or-dito, essendo ravvolte sopra rocchelli sepa-rati ed assoggettati ad una tensione uni-forme durante la tessitura, adoperandoper trama striscie o fili di minor dimen-sione di quelli che servono per 1’ ordito.

(CaRPMAEL -Ne WALL — Feldmasm

— A. Smitii — Klotz — Cohbes —Gbillemin.)

Metalliche corde. Si dicono pureque’ fili di ferro, di rame o di ottone,onde guernisconsi i Pianofohti (V. que-sta parola, nonché quelle Corde da pia-noforte e Accordatore). Si fanno taloracorde armoniche di un grosso filo su cuiavvene altro più sottile che lo riveste, equeste diconsi Corde fasciate (Y. questaparola.)

(G.**M.)

METALLIERE . Quegli che lavorametalli.

(Alberti.)

METALLIFERO. Quelle sostanze mi-nerali od altre che contengono metalli.

(G.**M.)

METALLICA. Rame nero o regolodella prima fusione.

(Alberti.)

METALLIZZAZIONE. Propriamentequesta parola varrebbe riduzione di unasostanza in un metallo, e ritenendosi nellostato attuale delle cognizioni i metalliquali corpi semplici, si ritiene altresì, non