Metallizzazione
Tosto che si è staccata la forma dal mo-dello, se la mette a seccare all’aria od iuuna stufa, procurando che il calore nonsia troppo forte, poiché altrimenti il gessosi sfalderebbe ; è quindi preferibile farleseccare all’ aria.
Dovendosi queste forme immergere inun liquido per trarne copie, così è duopopreservarle dalla alterazione che vi pro-verebbero, ed a tal fine si fanno inzuppa-re di qualche sostanza insolubile. Lo Srneedà la nota seguente delle varie sostanzeche possono applicarsi a tal fine sul gesso;con l’ordine del loro merito quanto abuon effetto ed economia : sevo, stearina,spermaceti, cera bianca, cera vergine e re-sina, resina, olio di lino, olio di noce, so-luzione di resine nella trementina, balsamodel Canada, vernice di mastice, vernicebianca dura, vernice di gomma lacca. Quel-le più usate generalmente sono la cera, lastearina od una qualche vernice.
Si applica la cera immergendo glistampi in un bagno di cera bianca fusacui si aggiugne un po’ di trementina. In-nanzi di questa immersione fa duopo sec-care lo stampo in un forno molto riscal-dato, poiché se si immergesse freddo sifenderebbe compiutamente o vi si forme-rebbero grandi screpolature, le quali coseimporta evitare. Lasciasi lo stampo nellacera, uno o due minuti, ed in conseguen-za del calore che ha preso, assorbe la po-ca cera rimastavi sopra. Nel caso che nonvenisse assorbita tutta sarebbe necessarioriscaldare nuovamente lo stampo, perchèsi compiesse questo assorbimento. È duo-po altresì far attenzione di non esporrela forma all’ atto in cui traggesi dalla cerafusa ad una corrente di aria fredda, o dinon deporla in luogo fresco, poiché visi produrrebbero screpolature. Quando èraffreddata stropicciasi delicatamente la su-perficie con un po’ di cotone, che le dàun pulimento simile al marmo. TalvoltaSappi Di%. Tecn. T XXIII
Metallizzazione 337
invece della cera e trementina, si fece an-che uso di un miscuglio di cera e stearina,ma pare che questo intonaco sia più sog-getto a fendersi e screpolare.
Ad ogni modo il metodo per immersio-ne si vede essere difficilmente applicabilepegli oggetti di grande dimensione, e gio-va meglio per questi esporre gli stampi adun lento riscaldamento, avvicinandoli alfuoco adagio adagio, in fino a che bagnan-doli con stearina pura, liquefatta contem-poraneamente, questa venga assorbita dalgesso, continuando questa operazione atal modo in fino a che 1’ assorbimento siapenetrato alla profondità di un grosso car-tone, 1’ effetto essendo però tanto migliorequanto più innanzi è penetrata la stea-rina. Si assicura aversi in tal modo unadurezza molto maggiore che con la cera.
Possono anche coprirsi le superficiedegli stampi di gesso con una vernice aessenza, dandone varii strati in fino a cheil gesso più non ne assorba.
Perciò fare che le copie galvanoplasti-che ottenute da stampi di gesso risultinomunite di un orlo Ch. Walker suggerisceil mezzo che segue. Ponesi lo stampo so-pra un pezzo di carta più largo di essocirca tre centimetri in ogni verso, e se nepiega la parte che sopravanza all’ intornoin guisa da fare una specie di bacinello alati inclinati, poi con un pezzo di ferrocaldo o con un saldatoio si fa fonderedella cera nel piccolo canale formato in-torno al gesso, e si ha così un orlo dellalarghezza che si vuole : quando tutto èfreddo si leva la carta.
All’ oggetto di avere impronte ben net-te ed a spigoli vivi di oggetti minuti, ado-peransi anche la cera o la stearina invecedel gesso.
L’ uso della cera è assai facile. Si ado-pera cera bianca comune, e la si fonde invasi di terra. La medaglia od altro da ri-prodursi dee essere riscaldata più che sia43