33# Metallizzazione
possibile affinchè la cera non si rapprendanell’ atto che se la versa. Cingesi allora lamedaglia con un pezzo di cartone od altrolegato con un filo, si dà un leggero into-naco d’ olio di uliva alla superficie dellamedaglia, e lasciasi raffreddare cinque osei ore prima di cercare di staccarla. Tal-volta, quando gli oggetti da copiarsi sonocomplicati, la forma è difficile a levarsi.
E. Mayo raccomandò quale sostanza ec-cellente per fare gli stampi, anzi superioread ogni altra, un miscuglio di cera biancae biacca finissima.
L’ uso della stearina pare più como-do, massime per copiare oggetti di me-tallo, o meglio ancora, un miscuglio distearina e gesso fatto a caldo e passato perun setaccio. Pei grandi oggetti, la stearinanon presenta però gli stessi vantaggi, im-perocché ristringendosi notabilmente nelraffreddarsi vi si formano screpolature.Lochey dice aver provato con buon esitoper fare gli stampi un miscuglio di piom-baggine, cera e stearina, il quale non gua-sta menomamente le medaglie di bronzo ecomponesi di parti uguali di stearina e dicera, cui si aggiugne circa mezza parte dipiombaggine lavata e passata per setaccio.Si assicura che in capo ad una mezza oraquesta composizione staccasi da sè dallamedaglia, l’impronta ottenuta riuscendonitidissima e molto bella. Si suggerì purecome assai utile un miscuglio di 52 partidi bianco di balena, 7 di grasso di castratoe 7 di cera vergine, cui sarebbe forse op-portuno 1’ aggiungere un po’ di piom-baggine.
Lo zolfo non può usarsi poiché appe-na il metallo si precipita a contatto di essovi si combina formando un solfuro e leforme restano alterate. Possono è verocoprirsi di una vernice, ma non è sostan-za da usarsi in confronto alle altre.
Per trarre stampi di cera, di stearinao di alcuno dei suaccennati miscugli da
Metallizzaziosf.
originali di gesso, si adoperano i seguentimetodi. Pegli oggetti piccoli e delicatiumettasi con olio di uliva la superficie delgesso prima di versarvi la cera, cingendopoi il modello con una striscia di cartoneche formi un’ orlo sagliente all’ intorno.Pegli altri oggetti basterà versare dell’acquabollente in una sottocoppa, e porvi entrola medaglia di gesso in modo che l’imaginesia al di sopra, e fuori dall’acqua. Dopoqualche minuto il gesso sarà tutto inzup-pato d’ acqua, e allora converrà tosto cir-condarlo con la striscia di cartone e ver-sarvi la cera fusa. Dopo due 0 tl'e orequesta si staccherà dal gesso, ciò che av-viene per lo più senza difficoltà. Nel casoperò che 1’ acqua non sia bene penetratanel gesso, o sia troppo fredda, la cera ade-rirà ; inoltre, anche malgrado tutte le pre-cauzioni, se la forma è mal fatta potràavervi aderenza. A meno che poi non siasiadoperato gesso buono, ben mesciuto ebattuto, la forma sarà cattiva si guasteràprontamente bagnandola, ed i frammentiaderiranno all’ impronta. In questo casoimporta di poterli levare senza alterare lacera, lo che si ottiene facilmente applican-do sopra le forme un po’ di acido solfo-rico e lasciandole esposte all’ aria per die-ci a dodici ore. L’ acido assorbirà poco apoco 1’ umidità sparsa nell’aria, e la mutualoro azione diminuirà talmente la coesionedelle molecole di gesso, che si potranno le-vare interamente con acqua fredda e conuna pinzetta. Ch. Wallter dice aver potutoin tal guisa salvare molte forme che sa-rebbero state perdute insieme col lorooriginale di gesso dond’ erano tratte.
Preparati in uno di questi modi glistampi si passa alla metallizzazione di essi,come di qualsiasi altro oggetto, nei modiche ora diremo.
Con lamine di metallo. Questa manie-ra che è certo la più semplice di ogni al-tra, consiste nel coprire la superficie con