Metallizzazione
foglie sottilissime d 1 oro, d’ argento o dirame, applicatevi e premutevi contro, sic-ché aderiscano pel contado semplicemen-te, o, per qualche sostanza interposta. Ne-gli stampi preparati con cera o stearina,,basta riscaldarli alcun poco, perchè l’ade-renza abbia luogo. E inutile il dire doversinell 1 applicare le foglie, premere con so-stanza assai soffice, la quale p>ossa prende-re tutte le forme e i contorni dell 1 ogget-to da metallizzarsi, e far penetrare le fogliemetalliche in tutti gli incavi di esso. Tal-volta giova pure assoggettare le superficiecoperte della foglia, e quindi di una so-stanza soffice ad una pressione più o me-no grande, acciocché viemmeglio questefogne si adattino a tutti i rientramenti econtorni. Con questo aiuto si possonoadoperare anche foglie alquanto più gros-se, ed anzi ottenere a bella prima lo stam-po a superficie metallizzata. Coprendo, acagione d 1 esempio, una piastrella di ceramesciuta con trementina, perchè riesca piùmolle, con una delle foglie anzidette, si po-tranno poscia improntarvi a mano o conun piccolo torchio quegli oggetti che sivorranno, risultandone a bella prima me-tallica la superficie. In tal caso si puòanche servirsi di quelle foglie sottili dipiombo, che si adoperano anche fra noiper invilupparvi il tabacco, dopo averleperò liberate dalle materie grasse od altresozzure che avessero alla superficie me-diante una soluzione di potassa caustica.
Ed.' Solly osservò che applicando sullasuperficie del gesso o di altra sostanza chemal conduca l 1 elettrico un pezzetto di fo-glia d 1 oro nel centro, e ponendo la formainclinata a 45° gradi relativamente allalamina di zinco dell 1 apparato semplicegalvanoplastico, il rame estendevasi d’ogniintorno, crescendo pegli orli assai più ra-pidamente che sulla grossezza, cosicchésembrava scorrere lungo la superficie sul-la quale si voleva precipitarlo.
Metallizzazione 359
In questa classe può annoverarsi quel-1’ artifizio cui si ricorre nello stabilimentodi Elkington nell 1 Inghilterra per copriredi metallo i merletti od altri tessuti a ma-glie assai rade. A tal fine prendesi unalastra di rame od anche di lamierino diferro, la quale si invernicia da un lato os’intonaca con gesso od altro : sull’ altrafaccia si attacca con cera, od altra sostanzainsolubile nella soluzione di solfato di ra-me, il tessuto sul quale si vuole che siprecipiti il metallo. Comincia questo a de-porsi negli interstizi;, poscia ingrossandofinisce con l’investire il tessuto che rima-ne preso nel mezzo, risaltandone però ab-bastanza le forme all’ esterno. Si passaquesto tessuto così metallizzato fra i cilin-dri di un laminatoio, e se lo indora o selo inargenta volendo.
Con polveri metalliche. E cosa eviden-te qualunque metallo poter servire alloscopo di cui parliamo quando sia ri-dotto in una polvere abbastanza fina pernon alterare i contorni degli oggetti suiquali se ne dee applicare uno strato. Tut-tavia in generale si dà per tal fine la pre-ferenza al carburo di ferro, detto comune-mente grafite o piombaggine , attesa lamolta finezza cui si può facilmente ridurre,e di più per quella certa quasi untuositànaturale per cui la sua polvere più facil-mente aderisce agli oggetti sui quali si ap-plica. Molti invero dissero essersi dell’ usodi essa trovati soddisfattissimi, ma nonè da celarsi come altri invece abbiano di-chiarito non aver potuto in tal modo ot-tenere, se non se effetti nulli o molto im-perfetti. Lo Smee però ci avverte doversiqueste differenze attribuire alle varie qua-lità di grafite impiegata, essendovene al-cune, le quaji sono pochissimo conduttricidell 1 elettrico, ed altre anzi che non loconducono del tutto, nè avervi tali carat-teri per cui si possano facilmente distin-guere le une dalle altre. Nelle arti comu-