Metu.i.ociiomia
dell’ oggetto si copre di esili strati succes-sivi di perossido di piombo, i quali pro-ducono effetti di coloramento. L’ aderen-za di questi strati è grande quanto lo èquella dell’oro sul rame nella doratura,perchè, tanto il protossido di piombo chepassa allo stato di perossido per la reazio-ne dell’ossigeno dell’acqua, quanto l’oro,portansi a quel polo che si conviene alposto che tengono questi corpi nella solu-zione. Il deposito del perossido sulla su-perficie positiva, può farsi quindi con al-trettanta regolarità che quello dell’ orosulla superficie negativa, quando si adem-piono tutte le condizioni che indicheremoqui appresso, incominciando dalla solu-zione del piombato di potassa.
Composizione del liquido . La soluzionealcalina deve essere compiutamente satu-rata di ossido di piombo, imperocché al-trimenti gli strati di perossido depostisiben presto scioglierebbe™ nell’ alcali, tostoche la corrente cessasse di circolare o viavesse soltanto un rallentamento nella suaazione chimica. La si prepara sciogliendoin una storta di vetro 200 granirne di po-tassa caustica in 2 litri di acqua distillata,aggiugnendovi i 5 o granirne di litargirio, efacendo bollire per una mezza ora, poilasciando alquanto in riposo la soluzione.Affinchè F alcali mai non prevalga, quandoquesta ha servito, è necessario di farla bol-lire ad ogni qual tratto con un eccessodi litargirio in vaso di vetro, sempre fuoridal contatto dell’ aria, affinchè la potassanon assorba dell’acido carbonico. Quandopoi la soluzione ha servito per lungo tem-po e contiene per conseguenza de! carbo-mato di potassa, conviene farla bollire concalce caustica, lasciar deporre il carbonatodi calce formatosi, e filtrare, se occorre,oppure decantare la parte chiara della so-luzione, che si versa in un vaso di formaconveniente. Questa soluzione dee segnare24 a 25 gradi dell’areometro di Beaumè,
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essendosi riconosciuto per esperienza que-sta densità siccome la più opportuna adaver buoni effetti. Quando non si adoperapiù, mettesi in una .fiala che si ottura dili-gentemente. La temperatura del liquoredee essere quella dell’ aria ambiente, valea dire non dee oltrepassare i 12 ai 1 5gradi.
Il buon esito della operazione dipendedalla buona composizione del liquore,dallasua densità, dalla sua temperatura, ed inol-tre, come diremo in appresso, dalla inten-sità della corrente e dalla perfetta nettezzadegli oggetti. Questa nettezza è tanto es-senziale pel coloramento dei metalli quantoper la doratura elettro-chimica o per im-mersione, i corpi untuosi ed altre sostanzerendendo meno conduttrici le superficiedei metalli.
Preparazione delle superficie. GYi stratidi perossido che si depongono essendotrasparenti, lasciano vedere la superficiedegli oggetti, dalla quale, per conseguenza,dipende la loro apparenza e la vivacitàdei colori che vi si formano. In conseguen-za converrà prima dare all’ oggetto quellostato che si conviene, cioè ridurlo lucido,brillante od offuscato, secondo che si vor-ranno colori lucidi o foschi. Supponiamoche abbiasi ad operare sopra lamine polited’ oro, di rame dorato o di platino : siincomincia dallo stropicciarle con unaspazzola molle, e con acqua leggermentealcalina, poi si lavano con molta acqua. Nelcaso che l’aderenza delle sostanze estraneesia troppo forte perchè possano veniretolte in tal guisa, soffregansi le lamine conuna spazzola coperta di stagno calcinalo,poi con una spazzola ed acqua alcalina,sciacquando in appresso. Allora si scorgeche le lamine che erano inattive dapprimacopronsi facilmente dei più vivi colori.Queste diverse preparazioni sono special-mente necessarie, quando, avendo levato icolori, siensi di nuovo assoggettate alla