Metallocromia
superficie con acqua analizzata, e si lavacon molta acqua.
Metodo di coloramento. Allorquandoassoggettasi alla azione di una pila compo-sta di alcune piastre una soluzione satu-rata di protossido di piombo nella potassaal grado di densità che si è indicato, pren-dendo per elettrodo negativo un filo oduna lamina di platino, e per elettrodo po-sitivo una lamina pure d’ oro o di platino,si depone immediatamente su questa unostrato di perossido anidro di piombo cheaumenta poco a poco di grossezza, produ-cendo successivamente quegli effetti dicolore che presentano gli anelli colorati ole lamine sottili. Appena il coloramento èfinito bisogna levare la lamina coloratadalla soluzione di piombo e lavarla inmolta acqua, per sottrarla dalla potassa chereagirebbe assai presto sul perossido permutarlo in protossido, e Io scioglierebbe.
Solitamente il coloramento comincia su-gli orli delle lamine nelle parti più distantidai punti ove è attaccato il filo conduttore,in quelle parti adunque dove è più fortel 1 azione chimica della corrente. E perciòche senza alcune precauzioni è impossibileottenere colori uniformi. Gli strati di per-ossido di piombo aderiscono in guisa dapoter reggere, come dicemmo, ad esserebruniti con pelle c stagno calcinato, nonperò alla brunitura con la sanguigna o colbrunitoio di acciaio o di osso, a motivoche questa ultima operazione non puòapplicarsi che alle sostanze malleabili, lecui particelle sotto al brunitoio distendon-si, della quale proprietà manca il perossidodi piombo, il quale perciò, quando P azio-ne del brunitoio è forte abbastanza, stac-casi dalla superficie sulla quale si era de-posto. Inoltre P aderenza del perossido ètanto più forte quanto più i metalli, odalmeno i loro ossidi, sono atti a formarecombinazioni con esso ; talvolta questaaderenza è di tal forza che il deposito
Metallocromia 55>i
resiste per lungo tempo alla azione degliacidi diluiti.
Il perossido di piombo non essendoconduttore della elettricità ne segue che lagrossezza dello strato che produce il colo-ramento è assai limitata. Prima di far co-noscere i varii metodi adottati da Becque-rel per ottenere tutti gli effetti di coloreche si desiderano indicheremo P ordineche segue il coloramento, a fine di poterneanalizzare gli effetti.
Serie diverse di coloramenti. Il Be-cquerel, come dicemmo, attribuisce il co-loramento ottenuto sulle superficie me-talliche pel deposito di strati successivi diperossido di piombo al fenomeno dellelamine sottili che lasciano vedere per tras-parenza, quando non v’ abbia ossidazione,la superficie metallica sulla quale si sonodeposte. Se questa superficie è colorita,le tinte provenienti dalla grossezza dellelamine si mescono con quella che le è pro-pria, donde risultano effetti, i quali, ab-benchè alterino i colori degli anelli colo-rati non mutano p>er nulla la successionedelle serie differenti, le quali tuttavia nonsono più composte in allora di colori sem-plici. Con P oro, per esempio, è impossi-bile ottenere P azzurro, poiché il suo co-lor giallo mescendosi a quello, dà un ver-de azzurrastro, che è assai bello bensì, mache non è P azzurro degli anelli colorati.Col platino si ghigne all’ azzurro d’ ol-tremare il più bello che si possa ottenere.Indicheremo ora come succedansi soprauna lamina d’ oro i colori dovuti ad undeposito di strati successivi di perossidodi piombo.
Prima serie. La prima serie dei coloridegli anelli colorati di Newton si è : nero,azzurro pallidissimo, bianco vivace, giallolanciato e rosso.
La prima serie dei colori del perossidodi piombo è : un leggero deposito il cuicolore non può caratterizzarsi, tanto è fug-