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alterano maggiormente i colori. La quartagli altera anche essa, ma meno, massimequando è saturata di lilargirio, poiché al-lora è meno disposta a reagire sul peros-sido. Ecco la composizine di questa ver-nice. Mettonsi in un vaso .di terra verni-ciato mezzo - litro'di olio di lino, da" 4 ad8 granirne di lilargirio in polvere moltofina, e i granirne di solfato di zinco, e siriscalda per varie ore ad un calore mode-rato. Fatta che sia la soluzione dell’ossidodi piombo, filtrasi per separare 1’ eccesso<li lilargirio. Se 1’ olio si è addensalo so-verchiamente, se lo discioglie con essenzadi trementina, latta bollire dapprima in unvaso di vetro sul lilargirio, per toglierviquell’acido sticcinico che vi fosse, il qualealtererebbe i colori. Stendasi con un pen-nello uno strato sottilissimo di questa ver-nice così preparata, e si fa asciugare a mitecalore. Allorquando l’oggetto è ben asciut-to, si applica un altro strato che si fa asciu-gare del pari. Alla prima applicazione dellavernice si osservano gli effetti seguenti.L’azzurro della seconda serie svanisce, permodo che il verde azzurrastro diventa ver-de giallo ; il giallo ed il rosso mutano po-chissimo. I colori della terza serie, e mas-sime il verde carico,‘rimangono intatti.
In tal guisa col mezzo di questa vernicei colori sono preservati. Quando vogliansiottenere e conservare i colori della secon-da serie, ad eccezione del verde azzurra-stro é del verde erba, conviene arrestarsiall’ istaute in cui si è oltrepassato il verdeazzurrastro e comincia a comparire il ver-de giallo, lavare, far asciugare e dare lavernice, allora il colore è preservato ; con-viene però confessare che questa v’ernicenon avendo una trasparenza perfetta, peressere di color bruno, i colori perdono vi-vacità, ma divengono più solidi. Si puòchiedere per quale ragione i colori dellaterza serie sieno preservati più facilmentedi quelli della seconda e più poi di quelli
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della prima. Si potrebbe credere che glistrali del perossido essendo più grossi sie-no preservati più facilmente ; ma alloradisparendo il primo strato dovrebbe com-parire quello che precede, il che nonsembra succedere. Ad ogni modo la scom-parsa dell’ azzurro della seconda serie cimanifesta un’ azione particolare della ver-nice, che è ben difficile spiegare a priori,e diciamo a priori, imperciocché gli stratidi perossido di piombo sono tanto sottiliche non si possono analizzare gli effettiprodotti : si può soltanto osservare questieffetti e descriverli appoggiandosi ai datiche danno la fisica e la chimica. Becquereldice che i Lefranc, abili fabbricatori divernici, gli prepararono una vernice grassaalla gomma copal, la quale, lungi dall’ al-terare 1’ azzurro prodotto sul rame plati-nato, gli accresce anzi vivacità, almeno percerte tinte, e Becquerel assicura questavernice essere la più resistente che si co-nosca, ma non indica quale ne sia la com-posizione.
Il Grimelli suggerito aveva di guaren-tire questi oggetti colorati mediante unesilissimo velo di oro diafano sovrappostocol metodo elettro chimico, a quel modoche si pratica per fissare le imagini foto-grafiche ; ed in vero questa foggia di pre-servativo con l’oro o con altri metalline sembra più facile e più sicura di ognivernice. E bensì vero che la tinta delvelo di oro altererà alcun poco le sotto-poste, facendo, per esempio, volgere alverde gli azzurri e simili ; ma abbiamo ve-duto come da questo difetto neppure lovernici proposte dal Becquerel non vada-no esenti, e non sappiamo se lo fosseneppur quella di copale dal Becquerelaccennata soltanto, ed intorno alla qualenon dice se non che lasciava inalterati gliazzurri. Forse adoperando invece dell’orovelature d’ argento, di platino o di altrimedili, scegliendo questi opportunamente