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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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già e Lavatura dei minerali come si traes-se partito dai crivelli per combinare insie-me il lavacro e la cernita dei minerali, spe-cialmente nella così detta crivellatura persedimento , nella quale mettesi in un cri-vello una certa quantità di minerale pol-verizzato, e tuffandolo con forza ripetuta-mente nell’ acqua, si ottiene che le materiesi dispongano ordinatamente restando albasso le più pesanti, e le più leggere al disopra donde facilmente possono togliersi.Abbiamo ricordata questa operazione perfare meglio comprendere le seguenti modi-ficazioni di essa.

Si è proposto di rendere quei crivelliimmobili facendovi giugnere sotto al fon-do una corrente d’ acqua che traboccas-se poscia al di sopra dell’ orlo, con in-tervalli di riposo nel corso dell’ acqua,durante i quali le materie pesanti, trattedal loro peso, si deponessero sul fondo delcrivello.

Venne anche suggerito di stacciare dap-prima il minerale polverizzato in manierada assortirne le particelle secondo la lorogrossezza, poi di far cadere il minerale diuguale grossezza nell’ acqua, approfittandodella maggiore velocità che acquistano ipezzi più pesanti nel discendere attraversol’acqua, in guisa che quando le materiefossero cadute per un certo tempo deter-minato s’impedisse la discesa di quelleche sono ancora negli strati più alti delliquido, separando con ciò le parti piùpesanti del minerale dalle più leggere.

Su questo principio medesimo si fondaun perfezionamento suggerito da Trough-ton, nel quale 1’ acqua s’innalza attraver-so i crivelli e scola al di sopra dell’ orlo diessi in direzione orizzontale, cacciandosidinanzi le materie più leggere, e lasciandoquelle più pesanti o metalliche. Si vedefacilmente che quando si colloca sopra uncrivello una certa quantità di mineralepolverizzato, e si tuffa con qualche impe-

Metalujrgia

to questo crivello nell’ acqua, il sollevarsidi questa attraverso i fori, e nella massadel minerale produce 1’ effetto di sospen-dere nell’ acqua le parti più leggere amaggiore distanza dal fondo del crivellodelle più pesanti, e quando si rialza il cri-vello queste ultime, e pel maggiore loropeso e per essere più vicine al fondo viricadono le prime. Questo è ciò che av-viene nel lavacro dei minerali sui crivellia scosse, sia che si alzino ed abbassino icrivelli stessi, sia che si lasci penetrare1’ acqua ad intervalli pei loro fori. In tuttie due questi modi però, osserva Trough-tou, ed a ragione, le sostanze terrose stra-niere si separano bensì, ma ricadono sulminerale, nè si giugne poi a toglierle chemolto imperfettamente.

Imaginò egli pertanto un sistema nelquale i minerali sospesi nell’ acqua rice-vono anche un impulso in direzione oriz-zontale, per guisa che nel ricadere le par-ticelle più leggere sono portate a sempremaggiore distanza in quella direzione, se-condo che si tuffa più spesso nell’ acquail crivello.

Descriveremo la disposizione che adot-tò per giugnere a questo effetto. La fig. 3della Tav. XLVI della Tecnologia è lasezione trasversale di un crivello col mec-canismo necessario per farlo agire ; la figu-ra 4 è una sezione longitudinale dellostesso ; la fig. 5 mostra un’ altra sezionelongitudinale dei crivelli veduti separata-mente ; finalmente la fig. 6 rappresenta lapianta di questi crivelli.

I crivelli composti dividonsi in ottocompartimenti o crivelli distinti, tutti peraltro riuniti sopra uno stesso telaio e si-mili gli uni agli altri. Il numero di questicrivelli può variare secondo il minerale elo scopo cui mirasi. Il telaio che li portaè una cornice rettangolare di legno odaltro, composta di due regoli laterali a o,e di due altri estremi b b\ l’intervallo fra