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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallurgia

ed agli articoli Lavatura dei minerali diesso e di questo Supplemento, ove si adit-tarono molti dei mezzi adoperati dai piùsemplici a quelli più complicati, tanto pernettare dal fango i minerali appena estrattidalle miniere, o semplicemente franti, co-me per separare in appresso le polveripiù o meno grossolane di essi da quelledella ganga ed altre sostanze, che le ac-compagnano, giovandosi delle differenzedella specifica gravità. Poche osservazionisoltanto avremo quirldi ad aggiungere aquanto in quei luoghi si è detto, descri-vendo di più alcuni perfezionamenti re-centemente introdottisi e pubblicati dopola stampa degli articoli sopraccitati.

Un miglioramento alle tavole di lavacrodescritte nei luoghi sopraddetti, e partico-larmente all’ articolo Metallurgia venneproposto da Guglielmo Brunton che chie-se per esso un privilegio nell’ Inghilterrail 2 novembre 18 4 4 - Consiste nell’ assog-gettare i minerali all’ azione di una cor-rente di acqua, distribuendoli sopra unatavola inclinata mobile all’ insù, sicchécammini incontro alla corrente, nel qualmodo le parti inutili sono gettate fuorial fondo del piano inclinato, mentre i mi-nerali lavati rimasti sulla tavola mobilevengono trasportati da quella incontroalla affluenza della corrente, e da ultimodeposti in un vaso separato. La tavola in-clinata mobile, che forma la novità prin-cipale, è formata di una lunga pezza dipanno di conveniente larghezza, unita aicapi in modo da formare una specie dilarga coreggia eterna ; lungo ciascun latoavvi un rotolo di panno ravvolto soprauna fune di canapa, il quale forma un or-lo rialzato, per evitare che i minerali lavaticadano di fianco alla tavola. Il panno èsostenuto trasversalmente da pezzi di le-gno che ne abbracciano tutta la larghezza,e sui quali è attaccata pegli orli con bul-lette di rame. Il piano inclinalo, ossia la

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tela mobile, così preparato, è sostenutoda un rotolo o cilindro circa tre centime-tri più lungo che non sia la larghezzadella pezza, con ispranghe fissate sulla suaperiferia e ad uguali distanze, in guisa daformare come un ingranaggio con i pezzidi tavole trasversali. Questo rotolo è so-stenuto dai suoi guancialetti sopra dueforti ritti stabilmente fissati. Oltre a quel-lo dianzi descritto, avvi un’intelaiatura dilegno circa 5 decimetri più lunga che latavola inclinata, formata di due pezzi late-rali fissi uniti da alcune traverse di legnoun poco più lunghe della larghezza delpanno, con le quali traverse sono fissatequattro tavole longitudinali su cui scor-re la tavola mobile quando opera. Alcapo inferiore del telaio è fissato un altrorotolo di ugual lunghezza, e paralello aquel primo dianzi descritto, e che riescecon la parte superiore nello stesso pianoche la faccia superiore delle spranghe lon-gitudinali. La parte più alta della intelaia-tura è sostenuta dai ritti che portano iguancialetti del rotolo che è alla testa, edil capo inferiore è sostenuto da spranghea vite, mediante, le quali si può variare apiacere la inclinazione della tavola. Suquesta intelaiatura e sui rotoli così dispo-sti applicasi la tela eterna, e se la fa pas-sare lungo le spranghe longitudinali al ro-tolo inferiore; quindi passa sopra un terzorotolo posto alla parte inferiore del telaio,fra il quale ed il rotolo superiore la telascorre in forma di una curva catenariapescando per circa 6 centimetri in uuavasca piena di acqua ove depone i mine-rali, coi quali è fatta girare. Sembra chequesta disposizione debba produrre un ef-fetto vantaggioso per certo, quando sienoregolati a dovere, la inclinazione della ta-vola, la quantità di minerale che vi si de-pone, e la massa di acqua che vi scorresopra in un dato tempo.

Abbiamo detto agli articoli Metai.i.ur-