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dalla affinità del protossido di ferro per lasilice, affinità che tende a far [lassare ilferro nelle scorie. Onesto inconveniente ègrande perciò che rende assai più difficilela riduzione nell’alto fornello. Si può evi-tar» regolando opportunamente la quantitàdel combustibile.
Applicandosi per lo più la torrefazionenelle fornaci a minerali di poco valore, sicerca di economizzarvi la spesa del com-bustibile non impiegandovi generalmenteeòe carbon fossile o di legna minuto, odanche il coke in piccoli pezzi provenientedai mucchii di carbonizzazione. La formadei fornelli ò oltremodo variabile e nonsembra di grande importanza ; talvolta sifanno a tronco di cono con la maggiorbase all’ insù ; la loro sezione orizzontaleè per lo più circolare, talvolta un [locoelittica, più di raro quadrangolare. Levasiil minerale mano a inano che si presentadinanzi alle porte di scarico e spesso si faci-lita il movimento del minerale verso que-ste porte, disponendo nel mezzo del suolouna pietra prismatica o conica, come sivede nella fig. 9. Altre volte formasi ilsuolo con ispranghe di ghisa molto vicine,ad oggetto di agevolare la combustione ;ma in tal caso la corrente è spesso troppoforte e si arrischia che il minerale si riducain iscorie.
Torrefazione in fornelli a riverbero.I fornelli di riverbero si possono adope-rare tanto per calcinare come per torrefarei minerali; ma pel primo oggetto l’uso nesarà sempre più limitato, riuscendo a que-sto uopo assai più economici i fornelli abacino e per la mano d’ opera e pel com-bustibile, sicché quelli a riverbero non siadoperano che quando si voglia trarre pro-fitto dalla fiamma perduta. Sono invecemolto convenienti per una torrefazionepropriamente detta, massime allorquandosi operi sopra schlichs o minerali in parliassai fine, presentando il vantaggio di poter
Mbtat.mjmiarinnovare la superficie, agitando con unrastrello, e di permettere di esporre suc-cessivamente tutte le parti al contatto del-l’aria. Rimandando alle tavole citate nelDizionario all’ articolo Forselki, daremoqui una descrizione alquanto più estesadi quelli a riverbero e particolarmente diquelli destinati alla torrefazione dei mi-nerali.
Il fornello a riverbero viene cosi chia-mato,perchè si supponeva che le materie vifossero riscaldate non solo dal contatto im-mediato della fiamma, ma ben anche dal-l’irradiazione della superficie interna dellavolta. Ciò che vi è di vero si è che questaper la sua posizione sforza la corrented’aria calda a lambire le materie postein esso
I vantaggi dei fornelli a riverbero sonoimportanti. Il lavoro è continuo; non han-no bisogno di macchine soffianti ; si puòtener dietro a tutti i cangiamenti della so-stanza che vi si tratta, aggiugnervene al-tre e mescerle insieme. £ facile avvici-narle od allontanarle dal luogo in cui sisviluppa il maggior calore ; finalmente sipuò sospendere 1’ operazione quando sivuole, e principiarla di nuovo senza grandipreparativi nè perdita di tempo.
In questi fornelli,il minerale che si vuoletrattare è separato dal combustibile e nonè sottoposto che all’ azione della fiamma ;vantaggio reale quando si adopera il car-bon fossile come combustibile, e vi si trat-tano materie che possano venire alteratedallo zolfo.
Si distinguono in questi fornelli treparti principali che sono : il focolare nelquale succede la combustione ; il suolodove si pongono le sostanze da trattarsi ;finalmente il cammino che è più o menoelevato.
II focolare è composto della grata sucui si pone il combustibile; la stia super-ficie dee essere proporzionata alla capa-