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Tomo XXXVII. [Supplimento.]
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Metallurgia

Torrefazione in nicchie. Quanto aglieffetti questo mezzo di torrefazione nondifferisce da quello in mucchii. In generalele nicchie sono disposte a quel modo chesi vede in alzata nella fig. 7 ed in piantanella fig. 8, dove A sono le nicchie e B imuri di separazione. Come si vede nellafig. 7 che rappresenta la disposizione usatapiù frequentemente, queste nicchie nonhanno che tre muri, ma talvolta se ne eri-ge anche un quarto sul dinanzi, il qualeperò dee rifarsi ad ogni operazione. Lacostruzione di queste nicchie presenta al-cune differenze. La loro altezza variafra o m ,65 e i m ,6o ; talvolta se ne roton-dano gli angoli, come si vede in C dellafig. 8, pretendendosi che il minerale chetrovasi in quelli riesca altrimenti mal tor-refatto ; altri lasciano nel muro del fondoun piccolo canale verticale che corrispon-de ad un canale orizzontale che sboccanella nicchia. Si regola la corrente che vi sistabilisce, otturandone più o meno l’aper-tura mediante una pietra piatta : in gene-rale si dà al suolo delle nicchie una incli-nazione ascendente verso il muro dalfondo. Yi si dispone il minerale come neimucchii all’ aria libera, sostenendoli suldinanzi con un muro di pietre a secco 0con un grosso mucchio di scorie.

I metodi precedenti sono entramhi in-completi per la difficoltà di fare che l’ariagiunga in tutti i punti regolarmente ; masono altresì poco costosi e permettono dioperare sopra quantità assai grandi ad untratto ; sono specialmente adattati a queiminerali donde il calore svolge un princi-pio combustibile come i varii pcrsolfuri.Vi si può impiegare qualunque sorta dicombustibile, ma si preferisce la legna alcarbone perciò che dà un calore menoforte nel luogo della combustione, ma chesi diffonde più lontano. Il solo vantaggiodella torrefazione in nicchie su quella inmucchi si è la facilità di disporre i mue-

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chi e di mantenerli, il qual vantaggio èreale quando la torrefazione dee essereripetuta più volte come è solitamente.Quando la operazione è finita in una nic-chia cernisconsi i minerali torrefatti, e get-tansi nella nicchia vicina quelli che lo sonoimperfettamente.

Torrefazione in fornaci o fornelli abacino. Questo metodo non si applicautilmente a quelle sostanze che richiedonoil contatto dell’ ossigeno. Sia in vero chesi applichi il calore stratificando questematerie col combustibile, sia che si facciagiunger la fiamma per canali praticati nellepareti del bacino, non si trovano a contattoche con un’aria disossigenata in gran par-te. E quindi piuttosto un metodo di cal-cinazione che di torrefazione.

Per lo più si carica a strali alternativiil minerale col combustibile, e ciò si pra-tica particolarmente pel minerale di ferro;altre volte il fuoco è interamente fuori dalbacino, nè la fiamma introducesi in quellose non se per aperture simmetricamentedisposte nelle pareti, e ciò si pratica, acagione d’esempio, pel minerale di zinco.

Questo metodo ha il difetto che nonlascia seguire con 1’ occhio 1’ andamentodella operazione, in modo che corresi ilrischio di calcinare troppo o non abba-stanza. Un tale inconveniente nonpertantosi evita impiegando, quanto è possibile,pezzi di grossezza uniforme e caricandolia piccole quantità ed a brevi intervalli, pernon avere strati troppo grossi di mineralee di combustibile. Anche quando il mine-rale è a contatto col combustibile, l’effettoche vi si produce è piuttosto una ossida-zione di quello che una riduzione ; maquando il calore accidentalmente si innalzafino al segno che abbia luogo la produzio-zione di scorie, avvi riduzione parzialedell’ ossido metallico. Nel caso, per esem-pio, dei minerali di ferro la riduzione èdovuta alla azione del calore coadiuvata