trova qualche volta un canale incliuatoil quale serve a raccogliere la polveretrasportata via dalla corrente. La altez-za e la sezione sono in relazione con lasuperficie della grata, con la lontananzadelle spranghe e con la natura del combu-stibile. La sua altezza è d’ ordinario di 8aio metri, qualche volta di x 5 a 20 .Se ne aumenta o diminuisce la sezione colmezzo di un registro e si modifica in talmodo il calore prodotto.
La temperatura che si sviluppa in unfornello a riverbero costruito in buone pro-porzioni, può salire al grado necessarioperchè il ferro dolce entri in fusione.
Le considerazioni generali dello stabili-mento dei fornelli a riverbero stanilo nel-1’ avere un ponte assai basso ed una voltapoco alta al di sopra del suolo, e nell’im-piegare un combustibile che dia moltafiamma, come la legna od il carbon fossileassai pingue, ma non mai il carbone dilegna nè il coke. La forma dell’ aia èassai varia, facendosi talvolta rettangolare,tal altra ottagona, ecc. Si fa il carico oraper una porta laterale, ora per fori fattinella volta e che si tengono chiusi durantela operazione. Si scarica per fori praticatinell’ aia che portano il minerale in un ca-nale a volta che corre sotto il fornello.Allorché trattasi di una torrefazione pro-priamente detta, bisogna far variare so-vente la temperatura a varii tempi. I mezziprincipali sono quelli di nettare la gratapiù o meno frequentemente,e specialmentedi regolare l’attività della corrente, apren-do più o meno il registro. Una correntetroppo forte deesi evitare, perciocché por-ta via meccanicamente lo schlicli il piùfino.
In questi ultimi anni i fornelli a riverbe-ro destinati alla torrefazione hanno ricevutouna modificazione essenziale. Si era da pri-ma credulo che 1’ aria calda, dopo avereattraversalo il focolare, contenesse ancora
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abbastanza ossigeno per torrefare i mi-nerali sottoposti alla sua azione, quando siaveva cura di rendere l’accesso di que-st’ aria facile, e di fornirne un eccessoalla fiamma. Ma rimaneva sempre qualcheincertezza sul risultamento, e la fiammapoteva variare di natura e di effetto, perla durata dell’ operazione. Si è correttoquesto inconveniente in Inghilterra con-servando nel ponte del focolare un canaleche si apre sull’ aia, col mezzo di alcunibuchi, e che va a comunicare coll’ ariaesterna al di fuori del forno. Si stabilisceuna corrente in questo condotto, ed unaaria pura va continuamente a gettarsi sulminerale, la cui torrefazione riesce cosìpiù rapida e completa. Questa disposizio-ne, che giova anche a guarentire il ponte daun eccesso di calore, vedesi rappresentalanella fig. io.
Per trarre il miglior partito da un for-nello a riverbero, bisogna dare alle materieun movimento continuo, opposto a quellodella fiamma. Ciò non ostante, nel casoparticolare della torrefazione di una so-stanza fusibile, questi riscaldamenti e raf-freddamenti alternativi non sono senzautilità, poiehè producono 1’ effetto che siottiene d’ ordinario col mescolare la mate-ria con un riavolo.
Il principio suindicato ha diretto i co-struttori nella disposizione de’ nuovi for-nelli di torrefazione e di fusione, adoperatiin alcune manifatture di rame nell’ Inghil-terra, ove tre aie sovrapposte, che comu-nicano con aperture praticate nella gros-sezza delle volte, servono ad effettuarela torrefazione e la fusione simultanea-mente. La fiamma passa sulla prima, per-corre poi la seconda, indi per la terza,prima di perdersi nel camino. La sostanzaarriva al contrario sulla terza aia, vi di-mora e cade in seguito sulla seconda,dove si distende. Dopo esservi rimasta perqualche tempo, se la fa cadere sulla pri-